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26 Novembre 2020

Il movimento e la tensione nella mostra di Ferdinando Chevrier


(Tonia Llantes) Livorno, 20 Febbraio. Terminerà il 4 marzo prossimo la mostra antologica, “Il movimento e la tensione”, oltre 100 opere esposte, dedicata al pittore livornese Ferdinando Chevrier, promossa dalla Fondazione Livorno Arte e Cultura, a cura di Elena Pontiggia, illustre storica dell’arte, ed è visitabile presso i locali della Fondazione Livorno in via Grande 53. E’ la prima grande antologica postuma dell’artista livornese a tredici anni dalla scomparsa.
Ferdinando Chevrier si forma nello studio del pittore livornese post-macchiaiolo Renato Renucci, fra il 1934 e 1936. Reduce dal fronte greco-albanese, nel 1946 si iscrive alla scuola d’arte “Amedeo Modigliani” di Livorno, diretta da Voltolino Fontani , ideatore dell’Eaismo (Era Atomica Ismo) un movimento d’avanguardia che allertava l’umanità contro i pericoli dell’energia atomica, un movimento che precede cronologicamente il Movimento Nucleare milanese e successivamente le istanze di Dalì – una scuola che lo spinge a sperimentare il neocubismo fino all’astrattismo, quando Chevrier aderisce al M.A.C. (Movimento Arte Concreta), nato a Milano nel 1948 ad opera di Soldati, Munari, Monnet e Dorfles.
Il sodalizio durerà fino al 1956, anno in cui, allontanatosi dal M.A.C., indirizza la sua personalissima ricerca pittorica in quella che i critici chiamano “periodo informale”, ispirato al mondo organico e cellulare che lui stesso cosi descrive: “È necessario ancorare l’arte all’unica realtà che non ammette mistificazione, cioè la dimensione biologica”.
Nel 1974 si trasferisce a Milano, dove vivrà per trent’anni, per poi ritornare nella sua città natale, Livorno, per spegnersi l’anno successivo, nel 2005.
La mostra attualmente esposta nei locali della Fondazione Livorno documenta, inoltre, il lavoro del maestro fino agli ultimi decenni, quando Chevrier crea una volumetria rotante che sembra voler uscire dal quadro andando verso l’infinito.
La mostra si può visitare, su appuntamento, da lunedì a venerdi, contattando Diderot – Servizi alla cultura, al n. 373 7607467 mentre per le scuole contattare Cooperativa Itinera allo 0586 894563. A chiusura della mostra, apertura straordinaria sabato 3 e domenica 4 marzo dalle ore 16 alle 20. Ingresso gratuito.(Nella foto da sin. Riccardo Vitti,presidenbte Fondazione Livorno; Elena Pontiggia, curatrice della mostra; Luciano Barsotti, presidente Fondazione Arte e Cultura, Francesco Belais, assessore comunale alla cultura).