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28 Settembre 2020

Il Pci livornese lancia la sfida: “Dopo il coronavirus rilanciare la sanità pubblica”


Livorno, 24 aprile 2020 – “L’attuale situazione nella quale si trova il mondo nonché tutte le realtà nazionali e locali, impone ai comunisti una riflessioni che non sia fine a se stessa ma possa divenire materia di confronto anche con altre soggettività realmente in lotta per un cambio necessario di questo barbaro sistema socioeconomico”.

Così inizia un comunicato stampa della federazione livornese del Pci diffuso oggi, giovedì 23 aprile, ai media locali.

“Le nostre città sono investite in pieno da questa emergenza sanitaria e l’emotività del momento potrebbe, ma non dovrebbe, farci dimenticare da dove proviene il collasso del nostro sistema sanitario, anche in quelle regioni che oggi versano lacrime di coccodrillo”, si legge nella nota. “Parte tutto dal triennio 1992 1995 dove il governo di Giuliano Amato e il ministro della sanità De Lorenzo attuarono per la prima volta tagli per un 14 per cento in materia sanitaria, inoltre ci furono riduzioni delle prestazioni, l’aziendalizzazione delle USL, margini d’azione incontrollati delle regioni e un ruolo sempre piu’ forte alla sanita´ privata, se omettiamo tutto questo commettiamo un errore, non siamo arrivati alla privatizzazione della sanita’ per volonta’ divina ma grazie ad un chiaro disegno politico di tutte le maggioranze che hanno governato l’Italia dal 1992 ad oggi . La disastrosa gestione della sanita’ ricade ed e´ sempre cosi´ nella guerra tra poveri, sui lavoratori del settore che in questo determinato periodo e non solo, sono lasciati in balia degli eventi, ma anchéssi sia ben chiaro fanno parte della quotidiana strage dei morti sul posto di lavoro di cui non si parla mai abbastanza o se se ne parla non con quella forza e rabbia tale da tramutarla in azioni concrete di prevenzione”.

Oggi questo e´sotto gli occhi di tutti e non dobbiamo assolutamente permettere che il nuovo amore per una sanita’ pubblica e di qualita´si esaurisca con la fine dell’emergenza del coronavirus, quindi e’ necessario mettere in atto tutte le idee, tutte le proposte possibili per uscire dal pantano. Paesi che stanno subendo embarghi economici da decenni i quali sono soggetti quotidianamente alle prepotenze dei paesi capitalisti, sono venuti in nostro aiuto mettendo a disposizione la loro professionalita´ e la loro visione di come debba essere un sistema sanitario.

Pertanto pensiamo che sia opportuno e necessario porre un termine all´incertezza delle risorse, definire le linee di azione per redistribuzione della spesa a favore della medicina di base, della prevenzione sul territorio, la chiusura di molti distretti sanitari ne e´ una conferma in senso negativo a cui e´ possibile rimediare, di forme di assistenza domiciliare, garantire il pieno utilizzo delle strutture pubbliche, porre fine agli sprechi reali, individuandoli nelle costosissime consulenze di fantomatici esperti di settore, nelle altissime retribuzioni ingiustificate dei dirigenti delle ASL , un piano di investimento pubblico per ampliare significativamente le risorse umane.

Inoltre in merito a quanto emerge in questi ultimi giorni sulle prospettive future per il nuovo ospedale, anche rispetto ai mutamenti che l’come comunisti ci dichiaramo convinti sostenitori della necessita’ di un ammodernamento del presidio ospedaliero di Livorno ma che questo non si trasformi in una operazione immobiliare e tantomeno in un progetto faraonico che tagli fuori di fatto un coinvolgimento dovuto della cittadinanza. Se questa operazione e’ mirata ad una riqualificazione del sistema socio-sanitario allora prevalga realmente l’idea di una sanita´ di livello,pubblica e accessibile a tutti. Non si migliorano le prestazioni, la tutela dei cittadini e dei lavoratori del comparto sanitario con un padiglione bello, ben arredato e con un bel colore ma con una idea forte e decisa di come garantire il diritto alla salute non come businnes ma come bene assoluto universale. Queste possono essere alcune idee e riflessioni da cui partire non per una discussione sterile ma per reali azioni volte al cambiamento, i comunisti come sempre nella loro storia italiana e nel mondo sono e saranno sempre presenti nelle lotte per abbattere il capitalismo, si abbattere, questo e´ il nostro obiettivo perche´il mondo che ci avevano promesso dopo il 1989 ha fallito e solo una societa´ socialista puo´ risollevare le sorti del pianeta e dei suoi abitanti.