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25 Novembre 2020

Il Pd e la sindrome di Schettino


(Gino Fantozzi) Livorno, 24 Luglio. E’ noto come le ultime elezioni a Livorno hanno visto vincere il Movimento 5 Stelle più per una rivolta palese dei cittadini nei confronti di una dirigenza PD non ritenuta all’altezza dei problemi reali della città (basta confrontare con i dati delle elezioni europee), che per convinzione.
Ed e’ altrettanto noto e inconcepibile che di quel risultato il Partito Democratico a livello regionale non si sia fatto carico di un intervento duro ma necessario, di un commissariamento del partito livornese stesso o di un congresso anticipato, di promuovere comunque un dibattito aperto e anche “cattivo” sul perché della disfatta, per capirne fino in fondo i motivi e gli errori e rilanciare una nuova classe dirigente più attenta e più all’altezza.
Oggi poi dopo un dibattito “volante” e primarie di partito e no, dopo che a parte un paio di roccaforti, la mozione Renzi ha ottenuto la stragrande maggioranza dei voti, nel mezzo di una estate caldissima, nelle stanche kermesse locali (compresa quella della festa dell’Unità) non si nota la apertura necessaria alla società civile e alla società livornese come dovrebbe esser fatta per avviare la ricostruzione di una vera politica cittadina, ma si nota ancora che la partecipazione al dibattito è pressoché nulla, che non si affrontano i temi reali della città e che si continua a respirare sempre un’aria vecchia, e dal cattivo odore, di costruzione di cordate e di vecchi “non capisci che i problemi sono altri”. Segni evidenti della pochezza dei personaggi che, responsabili della perdita del governo locale si danno ancora aria di notabili e che si scrutano a vicenda, che si osservano come volpi spelacchiate in attesa di trovare il nome del futuro candidato sindaco senza avere un minimo di cognizione sul programma e sugli interventi necessari per far uscire la città dalla profonda crisi e dall’immobilismo totale.
Sembra che i nuovi segretari giovani e anche bravi siano come bloccati, che non riescano ad avere la forza necessaria a smuovere quella zavorra che impedisce loro di dare quella svolta necessaria non solo al PD livornese ma soprattutto alla città, perché al di là di come potranno andare le prossime elezioni comunali (ma anche quelle nazionali!) la necessità di una forza democratica consapevole e rinnovata, anche se all’opposizione avrebbe una funzione importante, che oggi non ha.
Ci chiediamo quindi perché non andare in autunno ad un vero congresso cittadino? perché non anticiparne la realizzazione, facendo emergere da tutte le componenti le idee giuste sul futuro di Livorno e rendere possibile un confronto vero, chiamando il meglio della società livornese? Perché permane ancora la paura di questo confronto? Facendo così si lascia lo spazio solo agli pseudo notabili che credono di poter comandare una nave che sta affondando. La sindrome di Schettino. fantozzigino@gmail.com