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28 Ottobre 2021

Il pianista Ilio Barontini (foto d'archivio)

Il pianoforte di Barontini è per Battiato e Morricone, il 3 settembre in Fortezza Vecchia


(Angela Simini) Livorno, 2 settembre 2021 – Emozione e attesa per il ritorno sulla scena del pianista livornese Ilio Barontini. Dopo la lunga pausa della pandemia, si presenta al suo pubblico in Fortezza Vecchia domani, venerdì 3 settembre, ore 21, col concerto “Un pianoforte per Battiato e Morricone” inserito nel ricco programma del Livorno Festival Music e dedicato a due grandi musicisti della nostra epoca, purtroppo di recente
scomparsi: Ennio Morricone, il 6 luglio 2020 e Franco Battiato il 18 maggio 2021.

Viene spontaneo chiedersi perché Ilio Barontini, docente di pianoforte al Conservatorio Mascagni, concertista di grande formazione classica, affronti il genere della musica leggera rivisitandola in modo personale ed originale e perché mai abbia accostato due personaggi diversi come Battiato e Morricone.

Intanto Ilio Barontini è un musicista a tutto tondo, concettualmente parlando: quando la musica è bella, è bella! Non si possono fare cioè distinzioni codine di genere se non nell’ordine del merito. E in effetti, oltre che sulle partiture classiche, Barontini si è sempre cimentato sulla rilettura dei Beatles sulle cui canzoni ha addirittura composto e suonato “Beatlemania”, in due volumi editi da Sillabe e registrati in due Cd dalla prestigiosa casa discografica Sifare (produttore Francesco Digilio). Ricordiamo che, all’insegna di “la musica tiene uniti, la musica fa sentire vivi” in tempo di pandemia non si è arreso al silenzio dei teatri e ha registrato ogni mattina un brano di vario genere che inviava alla chat degli amici, non una chat di nicchia, ma aperta a chi ama la musica, avendo un riscontro incondizionato anche dagli allievi, molti dei quali oggi affermati musicisti all’estero, primo tra tutti il talento livornese Gabriele Baldocci.

Alla domanda, che gli abbiamo posto, nel suo studio: “Perché l’accostamento tra Battiato e Moricone?”, il maestro Barontini ha semplicemente commentato: “Sono due geni, originali, diversi, ma hanno composto orchestrazioni di grande pregio”.

Così dicendo, si è seduto al pianoforte e ha offerto un saggio dei suoi studi e, mentre eseguiva e spiegava, si è capito che mole di approfondimento abbia condotto. Da giovane ha suonato nell’orchestra come “pianoforte in orchestra”, ossia come pianoforte non solista, ma inserito nel contesto dell’ensemble, in breve il suo “pianoforte” è stato voce individuale di complessi (per archi, orchestrali…) e assolo. A dire che la tastiera non ha segreti per lui, ma nemmeno le partiture più disparate.

Il senso di tutto questo è che l’esecuzione di Barontini sostituisce un’intera orchestra, ma non la riproduce in senso banale, la rivisita, ne mette in risalto le voci e le voci le sceglie lui: evince lo strumento in base all’approfondimento e all’effetto che vuole sortire. Certamente questo non è lavoro da piano bar. Questa è una ricomposizione e rivisitazione: quando Ilio suona, non si sente la mancanza del cantante e dell’orchestra perché i suoi lavori vivono di vita propria, non distaccata , ma ispirata dal contesto di partenza, che conosce alla perfezione come il linguaggio cinematografico e il linguaggio poetico dei testi che va a interpretare.

Modalità di partecipazione: mascherina e green-pass, prenotazione obbligatoria al 327/934 4731. In caso di maltempo, il concerto si terrà al chiuso.

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