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venerdì 20 Settembre 2019

Il primario a riposo Mellini non molla: “Potenziare la Cardiologia a Portoferraio”


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 16 agosto 2019 – Mario Mellini non molla. Si è impegnato di nuovo per smuovere le acque stagnanti del potenziamento della Cardiologia elbana nell’ospedale di Portoferraio, che il cardiologo in pensione suggerisce da tempo. E visto che regna un silenzio totale sul tema, per rilanciare le sue richieste,  ha incontrato il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, neo eletto, nonché quello di Rio, Marco Corsini.

Il consulente del lavoro probabilmente sarà il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci dell’isola e quello del versante est dell’isola, hanno quindi convenuto sul fatto che l’ospedale di San Rocco abbia bisogno di qualche medico in più nella cardiologia, attualmente dotata di quasi due medici specializzati in organico, come evidenzia con una sua lettera inviata ai media, l’anziano cardiologo cavese.

Il Mellini, ex primario di cardiologia negli anni 70 e 80 all’ospedale di Pietra Ligure, quando trattava, con la sua Utc, sui 250 infarti miocardici l’anno e applicava circa 200 pacemaker, ha fatto già diversi interventi sulla stampa, ha scritto lettere ai sindaci ed è intervenuto a un convegno dello Spi Cgil sulla tematica e nell’occasione, ai due sindaci, ha ribadito che: “L’organico nel nostro ospedale è di certo insufficiente, è ben poca cosa a fronte delle esigenze di un’isola che è anche dedita al turismo con molte migliaia di presenze al mese. E pensare che altri nosocomi, come quelli di Piombino e Cecina, hanno sette cardiologi ciascuno. Avanzo queste richieste nell’interesse di tutta la popolazione e degli ospiti. Sappiamo che l’infarto è la prima causa di morte in Italia e al terzo posto ci sono i decessi a causa di aritmie ipocinetiche (anomalia dei battiti del cuore che vanno a diminuire fino all’arresto, ndr) e in quest’ultima casistica si salvano vite, in molti casi, con un intervento di 15 minuti, che però a Portoferraio nessuno sa fare. Con l’elisoccorso e la rete anti infarto si fa molto per salvare le vite, ma talvolta i voli non sono possibili”. 

E Mellini punta ad avere addirittura una vera Utc a San Rocco, per risparmiare anche i costi dei tanti voli di emergenza dell’elisoccorso.

“Per fortuna abbiamo medici di elevata professionalità nel nostro ospedale”, ha fatto presente Zini. “Una Utc non mi pare richiedibile, vista la bassa casistica di infarti isolana in un anno. Ma certamente un potenziamento di organico è invece necessario per avere servizi sanitari maggiori nel settore, in particolare ci vorrebbe almeno uno specialista che sappia applicare il pacemaker”.

Quindi l’azione del Mellini comincia a trovare qualche risposta positiva. Non resta che attendere e capire quale saranno le decisioni della Conferenza dei sindaci in merito a questa esigenza di ampliamento dell’organico della cardiologia all’ospedale.

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