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28 Gennaio 2021

Il rapporto tra uomo e territorio con i maestri livornesi a Pontedera


(Simone Consigli) Pontedera, 26 febbraio 2020 – Arcadia e Apocalisse è la mostra ospitata fino al 26 aprile a Pontedera presso il Palp. La rassegna è articolata in diversi capitoli che vanno cronologicamente dal 1850 a oggi, in cui si raffigura la metamorfosi del rapporto dell’essere umano con il territorio attraverso la rappresentazione artistica del paesaggio, dall’arcadia e l’idillio dell’inizio fino al sovvertimento dei ruoli e all’apocalisse. L’elemento umano, la sua presenza nei paesaggi, l’impatto dell’agricoltura e della scienza intervengono fino all’apocalisse della morte e della guerra, nella cancellazione del paesaggio naturale e paradisiaco, fino a concludersi con una scissione, forse irreparabile. L’opera che chiude la mostra è un’installazione realizzata appositamente per l’occasione da Michelangelo Pistoletto, l’opera è divisa in due parti simmetriche, da una parte i panni sporchi, o colorati come dir si voglia, dall’altra quelli puliti e candidi. Due mucchi divisi da uno spesso e alto specchio. Uomo e natura possono ricongiungersi? Quello che li divide è solo un’illusione? In una sala espositiva della mostra il pavimento è una stampa di fotografie di Pontedera bombardata durante la seconda guerra mondiale, la terra è un enorme groviera solcato di crateri neri. C’è anche il livornese Giovanni Fattori e gli altri artisti che hanno ritratto invece il paesaggio nella sua purezza tra i quali Odoardo Borroni e Giovanni Boldini.

La mostra offre un approccio speculare tra la fotografia e la pittura con un buon contributo di installazioni di arte concettuale, ci sono paesaggi prima ritratti in foto e poi su tela, spesso i pittori sono anche autori delle fotografie poste alla base dell’esposizione dei quadri e in molte sale si vive un’esperienza sensoriale a contatto con due arti visive che ritraggono lo stesso tema. L’essere umano da spettatore del paesaggio ne entra in possesso, dal romanticismo, i macchiaioli e gli impressionisti si passa al futurismo e all’inizio dell’apocalisse, ci sono le opere di Fortunato Depero e Benedetta Cappa Marinetti ritrae un motoscafo che solca per sempre un mare le cui linee non toneranno mai più come prima. Dopo lo stupro il paesaggio viene rifondato e dopo la prima guerra mondiale è il momento delle bonifiche in tutta Italia ad opera del regime. E’ la rifondazione del paesaggio e si tenta di ricreare l’arcadia e la sensazione di stabilità e pace che c’era e che non c’è più. Col novecento arriva la devastazione della guerra, il paesaggio è distrutto, si entra nelle sale della mostra calpestando la fotografia di Pontedera bombardata, le opere esposte sono di Galileo Chini, Carlo Levi, Giorgio De Chirico, Mario Sironi e c’è anche il livornese Renato Natali. C’è il video della ricostruzione del ponte di S. Trinità a Firenze e una fucilazione dipinta da Renato Guttuso nel 1944 intitolata Gott mit Uns! Dopo il novecento e il surrealismo avviene la metamorfosi del paesaggio e la scissione dei ruoli, l’uomo si fa alla fine creatore. L’opera simbolica di Michelangelo Pistoletto, Aurelio Amendola e Masanobu Fukuoka chiudono la mostra. Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Giovanni Boldini, Franco Fontana, Renzo Vespignani, Giorgio Morandi, Giovanni Colacicchi, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio Kienerk ed ancora i livornesi Angiolo Tommasi, Plinio Nomellini e Alfredo Muller, è un lungo elenco in ordine sparso non di tutti gli autori della mostra del Palp, che dopo il successo dell’anno passato con Galileo Chini propone questa lunga e dettagliatissima mostra su un tema di rilevanza globale e di attualità mondiale e lo fa con grande attenzione critica e sensibilità verso il proprio di paesaggio.

Il territorio pontederese, industrializzato e sede della Piaggio ma da anni attento all’arte e con un suo ruolo culturale ben preciso, ha proposto questo polo espositivo denominato Palp nel 2016 istallandosi nel palazzo più storico della città, ovvero il Palazzo Pretorio, eretto nel 1300, sede della podesteria dal 1400 e dalla fine del 1700 del Vicariato, per poi diventare sede del Tribunale di Pisa dalla metà del 1800 fino al 2013, quando Palazzo Pretorio resterà vuoto nel pieno centro storico e urbano di Pontedera fino a che non sarà l’amministrazione comunale pontederese a dare il via a un processo collaborativo con i cittadini e gli esercenti del centro che ha portato al Palp e alla Fondazione Cultura di Pontedera che lo gestisce. Arcadia Apocalisse è iniziata l’8 dicembre 2019 e terminerà il 26 aprile 2020.