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1 Ottobre 2020

Il regista-pellegrino racconta la camminata verso Santiago de Compostela


(Beppe Ranucci) – 20 maggio. La camminata del Pellegrino, per arrivare a Santiago de Compostela ha cominciato ad affascinarmi in piena maturità, dai 50 anni in su, quindi oltre venti anni fa. Mi attirava quella avventura d’ altri tempi di attraversare a piedi i Pirenei, di passare dalla Francia alla Spagna, di percorrere i luoghi più belli della Spagna, di poter sentire l’eco, toccando certe località, delle avventure di Don Chisciotte e di Sancho Panza, delle gesta dei cavalieri della Tavola Rotonda, dei viaggi in auto di Heminguay e delle lotte con i tori. Ma mi attirava in special modo, l’idea di vestirmi dei panni del pellegrino, che percorre 800 Km. a piedi per raggiungere la tomba di San Giacomo, con uno zaino in spalla ed il bordone ( bastone), per aiutarsi nel faticoso e lungo cammino. Un tuffo nel Medio Evo, nel silenzio, lontano dal mondo, lontano dalla pazza folla, immerso soltanto nei proprie riflessioni.
Dapprincipio la volevo fare per intero, la camminata . Ci voleva almeno un mese intero per percorrere gli 800 Km dalla Francia a Santiago. Poi ho pensato di farla in tre anni, ogni volta per 15 giorni. Ed intanto mi affascinavano i racconti di chi l’aveva già fatta quella esperienza. Esperienza faticosa ma bellissima, irripetibile, unica, da fare almeno una volta nella vita.
Tutto questo ho pensato per lunghi anni, ma per una serie di ragioni ( la famiglia, il lavoro), non sono riuscito a concretizzare questo mio desiderio, eppure man mano che gli anni passavano , la fiamma non si spengeva, anzi si ravvivava ancor di più, man mano che si moltiplicavano i racconti , pieni aneddoti e di avventure ( a volte certamente arricchiti dalla fantasia ) di coloro che avevano fatto il Cammino ed erano arrivati sul sepolcro di San Giacomo.
Gli anni passavano implacabili ed ormai Il Cammino per Santiago si era soltanto idealizzato nella mia mente; potevo solo immaginare di coprire tutte le tappe ed arrivare insieme a tanti altri pellegrini fino a Santiago.
Poi inaspettatamente nell’ Aprile del 2017, raggiunta la veneranda età di 75 anni, ho realizzato il sogno che per tanto tempo avevo accarezzato.Sono partito per Santiago.
Ed eccovi il Diario di questo Viaggio, che io vi racconterò nella sua interezza, con le piccole e grandi avventure avute, con gli incontri fatti lungo il cammino , con le impressioni che si sono stampate nella mia mente, ed anche con qualche piccola delusione rispetto a ciò che avevo mi ero immaginato.
I preparativi – Una volta presa la decisione di fare il Cammino per Santiago, è stato necessario documentarsi. Così io e mia figlia Francesca, (che sarebbe stata la mia compagna di cammino) abbiamo cominciato a leggere qualche libro sull’argomento(e ce ne sono tanti), oltre ad ascoltare le impressioni, i consigli ed i suggerimenti di chi aveva già fatto questa esperienza. Ed anche Internet, dove ormai si trova di tutto, ci è stata di grande aiuto. Ma alla fine, le notizie, le informazioni ed i suggerimenti erano talmente così numerosi ed a volte anche contrastanti, che ci siamo trovati un po’ in confusione ed allora abbiamo deciso di fare una bella selezione e alla fin fine di……. seguire un po’ la nostra testa.
Prima di tutto dovevamo verificare quanto avevamo a disposizione. Per percorrere tutti gli 800 Km ci voleva almeno un mese di tempo. Niente da fare. Il tempo a nostra disposizione era solo di 8/9 giorni, quindi dovevamo dare una bella sforbiciata alle tappe da coprire per arrivare a Santiago. Altre innumerevoli consultazioni, ed alla fine abbiamo deciso che saremmo partiti da Sarria (cittadina della Galizia) per percorrere almeno 100 Km ( esattamente circa 120) , che è la condizione per poter conquistare , una volta arrivati a Santiago, la Compostela (una sorta di Attestato che conferma di aver fatto il cammino del pellegrino).
Un problema era risolto. Ma come saremmo arrivati a Sarria?
Certo, i tempi sono cambiati. Un vero pellegrino si sarebbe messo in marcia e via. Noi, dopo attenti studi sulla carta geografica abbiamo deciso di andare in aereo fino a Santiago (è vero per un pellegrino Doc è quasi un sacrilegio!), poi tornare indietro fino a Sarria e di lì cominciare le tappe per arrivare nuovamente a Santiago. Abbiamo pianificato anche le tappe. Prima tappa : Sarria- Portmarin Km. 23,5. Seconda Tappa: Portmarin- Palas de Rei Km. 25. Terza Tappa: Palas de Rei – Melide Km. 15: Quarta Tappa: Melide- Arzua Km 15. Quinta Tappa : Arzua- Pedroso Km. 18. Sesta Tappa: Pedroso- Santiago: Km 20.
Ed ora c’era da risolvere un altro grande problema. Cosa mettere nello zaino che avremmo dovuto portare sulle spalle per tutta la camminata? Da tutte le informazioni prese ed i consigli appassionati avuti da coloro che avevano fatto il cammino, risultava una certezza: lo zaino che si doveva portare sulle spalle per tutto il Cammino, doveva pesare il meno possibile, quindi bisognava portare lo stretto necessario. Era facile a dirsi, ma poi nella realtà le cose erano molto più complicate. Cos’era lo stretto necessario e cosa si poteva eliminare? Anche in questo caso, dopo ferree decisioni ed altrettanto immediati ripensamenti, abbiamo deciso di testa nostra e soltanto il giorno prima della partenza abbiamo riempito lo zaino. Del resto dovevamo stare fuori solo 8/9 giorni e non un mese intero. Allora abbiamo portato : 4 paia di mutande. 4 magliette fruit of the loom. Un impermeabile tipo Poncho per coprire anche lo zaino in caso di pioggia. Una maglia pesante. Una felpa. 5 paia di calze leggere fini. Un paio di jeans. Un paio di calzoni corti. Vari altri oggetti che potevano servire (mollette per i panni, una piccola corda , spille da balia, bustine di plastica, ago e filo, ecc.) .
Un’altra raccomandazione di coloro che avevano già fatto il cammino: i piedi sono importanti, sono loro che vi porteranno a Santiago. Allora una cura particolare per loro. Scarpe comode, non nuove. Calzini fini. Cerotti Compeed per eventuali galle. Cappello per sole. Cappello di lana. Busta dei medicinali ( quelle abituali, cerotti, disinfettante, ecc).
OK. Gli zaini sono pronti e non pesano in modo eccessivo. Il 22 Aprile, di sabato ( è la settimana dopo la Pasqua) si parte.
I due pellegrini partono per Santiago de Compostela!!
E subito devo fare una riflessione elementare. In verità, oggi siamo pellegrini per modo di dire. Non si comincia a camminare a piedi per arrivare nelle varie località e poi settimana dopo settimana , giungere a Santiago, affrontando caldo e freddo, pioggia e vento e mangiando quello che si trova lungo il tragitto e dormendo dove si trova ospitalità. Quella era una vera penitenza e giustamente quando finalmente si arrivava a Santiago, ci si inginocchiava davanti alla statua di San Giacomo e lo si ringraziava. Ormai dagli anni ’80, (e la cosa è divenuta macroscopica in questi ultimi anni) il Cammino per Santiago è diventato sempre più un businness turistico ed oserei dire (purtroppo) una moda. Questo non esclude che non ci siano pellegrini ( e li abbiamo incontrati lungo il cammino) che affrontano il viaggio nelle condizioni e con il vero spirito penitenziale del pellegrino.
Allora finalmente si parte.Volo Ryanair da Pisa a Santiago.(Lo dico sottovoce, altrimenti i pellegrini doc mi scomunicano !!). Poi da Santiago si torna indietro per cominciare il Cammino e raggiungere a piedi nuovamente Santiago. (Nella foto a sinistra Beppe Ranucci con un compagno di viaggio) (1 – continua)