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24 Settembre 2020

In Regione nasce il gruppo Mdp, Rossi: “C’è spazio per la Sinistra”


Firenze, 17 marzo – “C’è spazio per una forza di Sinistra e plurale in cui convergano esperienze, gruppi ed associazioni, una forza che potrebbe essere significativa dal punto di vista elettorale e che potrebbe rafforzare il Centrosinistra nel quadro di un ritorno al proporzionale, sistema che necessita di partiti con identità e programmi ben definiti. Non lo dico solo io, lo dicono i sondaggi”. E ancora: “Oggi abbiamo chiuso i rapporti con il Pd col quale tuttavia continueremo a collaborare. In Toscana siamo una maggioranza costituita da un grande gruppo, quello del Pd, e da un piccolo gruppo, il nostro, ma come presidente della Regione avrò rapporti con entrambe le componenti della coalizione”.
Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha tenuto a battesimo il nuovo gruppo consiliare di Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti, che a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio toscano, sarà guidato da Serena Spinelli, anche lei come Rossi uscita dal Partito democratico.
Il nuovo gruppo è stato presentato oggi in un’affollata conferenza stampa. Ha detto Rossi: “Al Pd abbiamo spedito una lettera di rinuncia e un’altra con cui si è chiesto di non rinnovare la tessera. Pagherò i 7 mila euro che servono a liquidare i conti relativi al contributo alla campagna elettorale che viene chiesto a ogni consigliere regionale. E ho anche pagato il contributo mensile al partito, mille e 200 euro, per febbraio, anche se già a metà mese avevo detto di voler lasciare il partito”.
“Anche per me, oggi, si conclude il rapporto con il Pd”, ha detto a sua volta la Spinelli, che ha evidenziato: “Mi sono iscritta giovanissima alla Figc e poi al Pci, quindi al Pds, ai Ds e infine al Pd. Sono cresciuta ad organizzare feste dell’Unità ed a fare con passione l’attività politica. La mia storia non è diversa da quella di Rossi e di molti altri militanti od iscritti che hanno creduto e credono nell’impegno. Ma da qualche tempo la differenza con la maggioranza interna del partito era profonda, si era acuita, e le divisioni sulle questioni essenziali erano ormai diventate insanabili, così ho deciso di lasciare il Pd ed aderire all’Mdp”.
Secondo il presidente Rossi e la Spinelli la scissione, in realtà, è stata prodotta dall’ormai ex premier, Matteo Renzi, che ha portato il partito “a una serie di chiare sconfitte a livello locale” e al quale dunque va “addebitata la responsabilità”.
“Noi guardiamo alla gente delusa da una politica che da un certo momento in poi non è più stata di sinistra”, ha detto Rossi, “ma anche a pezzi importanti della società civile e ai giovani”.
Secondo Rossi, con il passare del tempo, le adesioni al Mdp sono destinate ad aumentare, nelle istituzioni e tra i cittadini. Con tutto ciò, il presidente della Regione ha chiarito: “Il nostro avversario non è il Pd, ne’ a livello regionale ne’ sul piano nazionale. Anzi, a livello toscano la costruzione di una forza di sinistra può dare un contributo alla tenuta del Centrosinistra”. E ancora: “L’approvazione del piano regionale di sviluppo da parte del Consiglio regionale con il voto del Pd è il segno che si può andare avanti e bene”. E sulla Giunta: “Ho una rosa di assessori di livello. Non ho nulla da dire sui componenti dell’Esecutivo regionale”.
La Spinelli ha quindi aggiunto: “Vogliamo realizzare un movimento aperto, che consenta il massimo della partecipazione e con modalità che impediscano una calata dall’alto dei programmi. Siamo nella fase di costruzione del nostro progetto ed i segnali ci dicono che le cose si stanno muovendo”.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, poi, Rossi ha sottolineato: “Che il Pd non fosse più il mio partito l’ho capito all’assemblea nazionale. Dissi che sarei uscito per impegnarmi a costruire nuova forza politica di sinistra. E’ ovvio che ci deve essere un’etica della responsabilità, ma per chi fa politica questa è anche collegata all’etica dei valori. Se le due cose si equilibrano va bene, se non è così bisogna prenderne atto”. Su Renzi: “Se perde il congresso, non credo si contenerà di fare il vicesegretario, non credo proprio, ma chiedetelo a lui”. E sul congresso del Pd: “Quella del segretario è una questione loro. Certo è che se il nuovo segretario fosse Andrea Orlando, il rapporto sarebbe facilitato”.
In ultimo, Rossi e la Spinelli hanno espresso soddisfazione per la decisione presa dal Governo di abolire i voucher, i buoni lavoro che dovevano servire a regolarizzare il lavoro occasionale ed accessorio, voluti da Renzi, per la cui abolizione la Cgil aveva ottenuto di svolgere il referendum il prossimo 28 maggio e che il Governo di Paolo Gentiloni li ha aboliti.
“Il lavoro che si compra dal tabacchino è un fatto solo italiano”, ha affermato Rossi. “Un pacchetto di sigarette come tre ore di lavoro. Nel resto d’Europa non c’è”. E ancora: “Chi sostiene che i voucher sono un freno al lavoro nero sono gli stessi che poi dicono che i voucher riguardano solo lo 0,3 per cento del mercato del lavoro. Se è così, bisogna essere conseguenti. I voucher non sono serviti neppure a combattere il lavoro nero, che invece in Italia, e anche in Toscana, c’e ed anche tanto”. Per Rossi e la Spinelli, adesso, il Governo deve fare una consultazione ad ampio raggio con i sindacati sul tema del lavoro nero e del precariato.