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13 Maggio 2026

Inaugurato a Donoratico il Capannone contro le illegalità, don Ciotti chiede di avere coraggio


(Tony Faini) Donoratico, 9 aprile 2026 – “La politica e le istituzioni devono fare la loro parte ma anche noi come cittadini dobbiamo fare la nostra parte” attraverso “l’impegno civile, la denuncia, cercando di avere il coraggio di avere più coraggio” per impedire la “normalizzazione dei soprusi, dello strozzinaggio, delle cose negative che possono accadere”.

È questo il messaggio lanciato da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, intervenuto quest’oggi all’inaugurazione del Capannone a Donoratico, frazione di Castagneto Carducci, che è stato intitolato ad Enzo Chioini, fondatore del presidio locale dell’associazione Libera.

Don Ciotti ha anche ricordato l’esempio di Rossella Casini, giovane toscana uccisa dalla mafia per aver tentato di sottrarre il fidanzato al sistema criminale, sottolineando come la criminalità organizzata si combatta “colpendola negli interessi economici e nei guadagni illeciti”.

La rinascita dei beni confiscati alle mafie e il sostegno alle fragilità sociali sono stati al centro della giornata, che ha visto la restituzione alla comunità di un immobile sottratto alla criminalità organizzata e riqualificato grazie a risorse regionali, appunto la struttura che è stata intitolata a Chioini.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la vicepresidente della Regione, Mia Diop, e la sindaca di Castagneto, Sandra Scarpellini.

“Restituire questi spazi alla comunità in cui insistono non è solo un segnale concreto contro la criminalità, ma un impegno verso chi è più fragile”, ha affermato Giani, evidenziando l’importanza di promuovere lavoro ed inclusione sociale attraverso iniziative locali: “Si tratta di un intervento di grande rilevanza e soprattutto di grande prospettiva in quanto la Regione ha svolto e sta svolgendo un ruolo determinante, contribuendo all’erogazione del contributo economico e sostenendo concretamente la realizzazione dell’intervento”.

“La lotta alla mafia non è solo contrasto, significa trasformare beni sottratti all’illegalità in opportunità concrete per la comunità. Questo spazio diventa oggi un luogo di crescita, inclusione e servizi, in linea con le politiche di rigenerazione del territorio. Ogni mattone racconta un futuro diverso per chi vive situazioni di bisogno. È la prova che, quando istituzioni e società civile lavorano insieme, il welfare territoriale diventa realtà”, ha aggiunto Diop.

“Il Capannone è la dimostrazione che con impegno e lavorando insieme, possiamo realizzare sogni. Era la rappresentazione della negatività; adesso è bello e soprattutto utile. Su quell’immobile ci saranno le targhe che raccontano cosa era e in che modo è stato trasformato, ma da oggi in poi non parleremo di ciò che era, ma di ciò che sarà. Mensa e servizi per le persone più deboli partiranno e cresceranno nel tempo, ricordandoci coi fatti come la realtà si può trasformare in meglio”, ha commentato Scarpellini.

L’intervento ha riguardato il fabbricato industriale di via IV Novembre, confiscato nel 2019 e divenuto patrimonio comunale nel 2021 dopo il trasferimento dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. Inserito in un accordo pluriennale relativo al 2022-24, il bene è stato trasformato in uno spazio di utilità sociale.

All’interno della struttura sono stati realizzati una mensa con cucina per la produzione e distribuzione di pasti destinati a persone segnalate dai servizi sociali, una lavanderia, due camere per la prima accoglienza, un’infermeria e un’aula didattica. L’investimento complessivo ammonta a 1.190.450 euro.

“Una giornata di solidarietà, legalità, in cui vi è l’affermazione che lo Stato c’è ed è al fianco delle comunità territoriali con i suoi organi centrali e periferici”, ha concluso il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi.

Alla cerimonia sono intervenuti anche il consigliere regionale Alessandro Franchi, espressione del territorio, e il vicario generale di Massa Marittima, monsignor Marcello Boldrini, facente funzioni vescovili.

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