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17 Gennaio 2021

Incendio Monti Pisani, prime stime dei danni. Sopralluogo di Rossi


Pisa, 27 settembre 2018. Mille ettari distrutti, circa sei milioni di euro di danni, di cui 150 ettari agli uliveti per una perdita di 900 quintali di olio, ai castagneti, alle colture seminate, secondo prime stime della Confagricoltura di Pisa, sei case danneggiate di cui una non più abitabile. E’ il primo bilancio dell’incendio sui Monti Pisani, dove questa mattina si era sviluppato un altro rogo sul crinale sopra la località Noce nel comune di Lugnano, che è stato domato in giornata, mentre gli altri ultimi focolai sono stati spenti e sotyto controllo.
Dopo una grande capacità di intervento da parte della Protezione civile, adesso si tratta di mettersi al lavoro per ripristinare i danni di quello che è stato un vero e proprio disastro ambientale. Ha detto in sintesi il presidente della Regione Enrico Rossi, al termine del volo di ricognizione su Calci e su tutto il territorio su cui si è esteso l’incendio che alle 22 di lunedì 24 settembre ha preso a infuriare sui Monti Pisani, provocando l’evacuazione di oltre 700 persone. Dopo tre giorni di attività incessante, Rossi ha aggiunto: “La grande capacità di intervento da parte della Protezione civile regionale e l’altissima efficienza dimostrata dalle squadre regionali. Tutte le operazioni di spegnimento sono state dirette dall’organizzazione regionale AIB come disposto dalla legge 353 del 2000 che ci attribuisce in ogni circostanza in materia di antincendio boschivo la previsione, la prevenzione e lotta attiva degli incendi”.
La titolarità della Regione è stata ben esercitata. I sindaci e tutti gli altri soggetti: i militari, i Vigili del Fuoco, la Protezione civile regionale e nazionale, i forestali, i volontari, in tutte le fasi dell’intervento, hanno operato con grande competenza ed energia contribuendo all’efficienza generale e al risultato ottenuto. Ottimo il lavoro soprattutto per quelle 12 ore prima dell’arrivo dei mezzi, perché si è riusciti in qualche modo a contenere l’estendersi delle fiamme lavorando bene con una preparazione d’eccellenza. All’arrivo dei mezzi poi, hanno diretto i voli come una tecnica magistrale. “Adesso – ha proseguito Rossi – si passa alla fase successiva. I danni sono enormi, è un disastro ambientale e bisogna lavorare pesantemente”.
Rossi ha quindi ricordato che con i sindaci si è discussa la richiesta dei danni da presentare al Governo e per i privati è già stata aperta la possibilità di richiedere i danno tramite lo stato di calamità naturale. Martedì ci sarà una riunione per gli interventi di salvaguardia così da impedire che si verifichino dilavamenti, frane, allagamenti dovuti al terreno diventato impermeabile.
“Dobbiamo intervenire massicciamente prima della stagione delle piogge e poi il bosco ricrescerà, faremo una manutenzione attenta, interventi selettivi con una pianificazione di qui ai prossimi dieci anni. Bisogna pronunciare le stesse parole che ha detto un’anziana signora sistemata in un centro di ricovero per l’emergenza – ha concluso Rossi – , che siccome per fortuna non siamo morti, a tutto il resto si rimedia”. (Nella foto, veduta dall’elicottero)