Il Medioevo non è poi così remoto, in un libro le chiese ed i monasteri
Ultimo aggiornamento (Giovedì 04 Febbraio 2010 00:04) Scritto da Massimo Masiero Mercoledì 03 Febbraio 2010 18:25
Livorno – Testimonianze storiche e promozione turistica, rigore scientifico e metodo di ricerca come strumenti di cultura, di divulgazione e di maggiore conoscenza della provincia di Livorno. Sono le linee su cui si è sviluppata la ricerca contenuta nel libro "Romanico Tirrenico. Chiese e monasteri medievali
dell’arcipelago Toscano e del litorale livornese" di Riccardo Belcari, storico dell’arte di casa nostra, edito da Pacini Editore, pubblicato a cura dell’Amministrazione Provinciale, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, per la collana riguardante le guide archeologiche, dopo quella sull’archeologia medievale. "E’ un percorso-ha sottolineato Fausto Bonsignori, assessore alla cultura della Provincia nel presentare la monografia con Alessandra Meini, curatrice editoriale - che l’ente si è impegnato a completare coinvolgendo studiosi e esperti per presentare una dettagliata documentazione sulla presenza delle testimonianze medievali sul territorio. I protagonisti di questa ricerca sono gli edifici sacri: Chiese, Pievi e Monasteri, che con i loro resti ci fanno giungere messaggi storici e momenti di vita sociale e religiosa vissuta in quei secoli, raccontano le tecniche di costruzione impiegate, illustrano le opere di ingegneria civile costruite in quei tempi e confermano ancora come la presenza del romanico tirrenico ha contribuito a arricchire il già ricco patrimonio storico artistico e monumentale della provincia. E’ anche un’opera a disposizione delle scuole e quindi degli studenti e degli insegnanti, ma anche dei cittadini e dei curiosi. E’un contributo alla maggiore conoscenza, anche storica, del territorio perché il volume sarà presentato con le altre pubblicazioni sulla provincia livornese alle rassegne internazionali del turismo". L’indagine storica e archeologica comprende il periodo tra l’XI e i primi decenni del XIII secolo del territorio della moderna provincia di Livorno, tra le valli del Cornia e di Cecina e delle isole dell’arcipelago Toscano, che fanno parte della diocesi medievale di Massa e Populonia e, tra le valli di Cecina e del fiume Fine, una piccola parte di quelle di Volterra e Pisa. "Lo scopo è stato quello di valorizzare ulteriormente il territorio con una ricerca che possa farlo conoscere più a fondo in un periodo meno esplorato – sottolinea l’autore Riccardo Belcari - con testimonianze delle sedi religiose, che sono state potenzialmente luoghi privilegiati per la valutazione e la riscoperta del vivere di quel periodo. In questa indagine sono comprese strutture religiose e non solo ecclesiastiche con gli insediamenti eremitici e monastici, le canoniche e gli edifici minori". Il volume contiene una schedatura sintetica con coordinate geografiche, cartografie storiche, mappe catastali fornite anche dall’Archivio di Stato di Livorno, 290 sono le illustrazioni. Trenta schede riguardano trentuno edifici, di cui 27 sono nella diocesi di Massa e Populonia, 13 in terraferma e dieci all’isola d’Elba, uno a Capriata e due a Montecristo, con un unico edificio rupestre monastico, la chiesa di San Mamiliano.







