Le traiettorie di Sordini alla galleria Peccolo
Ultimo aggiornamento (Venerdì 05 Febbraio 2010 18:39) Scritto da Massimo Masiero Venerdì 05 Febbraio 2010 18:31
Livorno - "Traiettorie" è il titolo della mostra che la galleria Peccolo di piazza della Repubblica a Livorno dedica ad Ettore Sordini, un artista che presenta una rassegna di mezzo secolo di lavori su carta, pittura creata da segni leggeri su fondi chiari. Sarà aperta da sabato 6 febbraio a venerdì 12 marzo
(orario 10-13 16-20, festivi e lunedì mattina chiuso). L’artista, di cui sarà proiettato il video a lui dedicato "La bellezza non ha tempo" di Andrea Piccardo e Antonio Capaccio, nato a Milano nel 1934, ha vissuto nella città lombarda ed a Roma. Ha iniziato a dipingere giovanissimo e frequentato lo studio di Peverelli. Durante la prima metà degli anni Cinquanta, quelli cruciali della Milano artistica di via Brera, frequenta i pittori del movimento dei "Nucleari" e degli "Spazialisti". Al bar Giamaica diventa amico di Piero Manzoni e insieme firmano manifesti, proclami e partecipano alle numerose mostre collettive organizzate da loro o dai "Nucleari". Manzoni fonda con Enrico Castellani nel 1959 la rivista e galleria "Azimuth" e nel 1962, insieme con Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Verga e Arturo Vermi .crea il Gruppo del "Cenobio". Il programma artistico del nuovo gruppo, che prese le distanze dalla pittura tardo-informale e dalle azioni nichiliste-manzoniane, come pure dalla produzione costruttiva degli oggetti optical che in quegli anni invadevano il milieu artistico europeo, era quello di continuare a fare una pittura, sia pure radicale, ma sempre "dipinta" sulla tela. Quadri, al limite della tela bianca, in cui segni leggeri, tracce elementari, creano una pittura fragile, minima, una quasi-scrittura che riempirà per molti anni le superfici dei loro quadri. Il gruppo si è sciolto dopo il 1968 e Sordini ha continuato il suo personale percorso artistico e pittorico fatto di: "segni leggeri su fondi chiari, quasi nuvolette o tracce di aerei, su cieli limpidi". Nel 1974 lo scrittore-poeta e critico d'arte Emilio Villa lo ha definito "il più balengo e più eroico dei pittori d'alta quota". Già nel 1996 Sordini aveva esposto a Livorno un'ampia antologica di opere presso la Peccolo e collaborato con Roberto Peccolo all'edizione del suo "Libro d'artista" dal titolo "Tempo perso". A cura delle edizioni Peccolo viene edito per questa occasione un catalogo con scritti di Fulvio Abbate, Elisabetta Longari, Angela Madesani e una intervista che Sordini ha rilasciato nel 2002 a Martina Cardelli e pubblicata dalle editions Allia di Parigi.







