Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

7 Aprile 2020

Infuocata assemblea a Stagno, la gente non vuole il nuovo gassificatore


(Mirko Branca) Stagno, 22 febbraio 2020 – La salute prima di tutto. E il diritto alla salute è stato rivendicato in modo forte e chiaro, nella serata di ieri, venerdì 21 febbraio, da livornesi e colligiani, nella sala del centro civico di Stagno, dove si è svolto l’atteso incontro sul nuovo gassificatore, quello che dovrebbe sorgere accanto alla raffineria Eni e dovrebbe produrre metanolo dai rifiuti.

La gente di Livorno e Collesalvetti, quantomeno quella dei quartieri nord della città e delle frazioni di Stagno e Villaggio Emilio, maggiormente interessate al progetto, vogliono decidere del proprio futuro e non vogliono compromessi. Questo è emerso con chiarezza, ieri sera, anche grazie ai numerosi comitati e gruppi di cittadini intervenuti. Così come non sono mancati politici e rappresentanti istituzionali, a cominciare dai sindaci di Livorno e Collesalvetti, rispettivamente Luca Salvetti e Adelio Antolini.

Il ricercatore Fabrizio Bianchi del Cnr spiega cos’è un’area Sin (siti di interesse nazionale, ndr) e quali sono i rischi sanitari ed ambientali ad essa connessi. L’area Eni di Stagno porta maleodoranze, sostanze che non solo emettono cattivi odori, ma che “possono essere anche far male alla salute”, come ha spiegato che, in particolare, ha citato lo studio Sentieri che ha evidenziato i decessi, le malformazioni, le malattie di ogni singolo sito di interesse nazionale. Questioni che fanno riflettere, come il 2,8 per cento dei bimbi nati dal 2002 al 2015 a Livorno e Collesalvetti con malformazioni congenite.

La raffineria è situata tra la zona industriale di Livorno e la frazione colligiana di Stagno. L’impianto, di proprietà Eni, è installato su un’area di circa 150 ettari.
Il sindaco di Collesalvetti, Antolini, ha difeso l’operato del suo Comune: “Non è vero che non si sta facendo niente. I sindaci possono intervenire se hanno soldi per fare bonifiche e qui servono 30 milioni. L’ultimo aspetto di un protocollo d’intesa firmato tra Regione e Comuni è la prevenzione”. Un punto, questo, su cui si è detto d’accordo il sindaco di Livorno, Salvetti, che tuttavia ha preso le distanze dal progetto: “Al momento non mi convince”.

Numerosi gli interventi della gente in sala. “Non dobbiamo diventare la pattumiera di Firenze”, ha detto un uomo sulla quarantina. E una ragazza: “L’aria, qui, non è salutare”. Un altro ancora: “A Stagno non vogliamo più niente”.

In platea, tra gli altri, vi erano il capogruppo dei Cinquestelle in Consiglio regionale, Giacomo Giannarelli, accompagnato dalla ex vicesindaco ed attuale capogruppo a Palazzo Civico, Stella Sorgente, che ha affermato che “sarebbe meglio non chiamare più questo impianto bioraffineria ma inceneritore mascherato” e ha aggiunto che “quello di Livorno è l’unico Sin per il quale manca l’accordo di programma mentre si potrebbero avere i soldi dal governo per fare le bonifiche se si chiedessero”. Ma Salvetti ha mostrato la lettera che con il collega Antolini e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, mandarono al governo nel luglio scorso “senza aver ancora ottenuto risposta”.

Erano presenti anche altri leader politici locali, tra cui la consigliera regionale Monica Pecori del movimento Toscana per tutti aderente al gruppo misto, il consigliere regionale Tommaso Fattori di Sì Toscana, la capogruppo Costanza Vaccaro della Lega a Livorno e il capogruppo Andrea Romiti di Fratelli d’Italia che lo scorso anno ha conteso la carica di sindaco a Salvetti al ballottaggio. Vi era anche Lenny Bottai dei Comunisti facenti riferimento all’ex europarlamentare Marco Rizzo. Vi erano inoltre rappresentanti di vari schieramenti politici presenti nel Consiglio comunale di Collesalvetti ed alcuni militanti del Pci che, da poco, ha aperto una propria sezione a Stagno. Vi erano anche esponenti della Sinistra per Collesalvetti.

Molti i dubbi e le domande poste dai politici locali ed anche e soprattutto dai cittadini. Il fatto che quello di Livorno sia l’unico Sin toscano che non ha accordi è un fatto che penalizza fortemente, sul piano ambientale e di conseguenza del diritto alla salute, questo territorio a cavallo tra Livorno e Collesalvetti che lambisce il territorio di Pisa.