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27 Settembre 2020

Ippodromo Caprilli e piscine comunali, quale futuro?


Livorno, 20 luglio. Che fine ha fatto l’ippodromo Caprilli? Che fine faranno le piscine comunali? Se lo chiedono i sindacati da tempo.
Dietro queste due domande, che qualsiasi persona che vive a Livorno può farsi, c’è il dramma degli ex lavoratori del Caprilli e le incomprensioni e il profondo disagio dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno assicurato la sopravvivenza dei Servizi offerti al popolo dei nuotatori livornesi nelle piscine del Comune di Livorno, in questi ultimi difficilissimi cinque anni. Beppe Luongo, segretario generale Slc Cgil della Provincia di Livorno, traccia un quadro delle due strutture livornesi.
“L’ippodromo è abbandonato e privo di qualsiasi progetto. Nulla che possa chiarire, in modo semplice e trasparente, cosa si intende fare del Caprilli e dell’area adiacente, compresa la Ceschina, e come possano essere riconquistate ad attività produttive ed alla giusta e sacrosanta possibilità di fruizione della cittadinanza”.
“Slc e Cgil non hanno mai smesso di credere che quell’area debba essere destinata alla produzione di servizi alla cittadinanza, e che debbano insediarsi attività produttive e Lavoro, con la maiuscola.E non abbiamo mai smesso di seguire la vicenda dei lavoratori ridotti sul lastrico, tuttora alla ricerca di una nuova occupazione: tutti si sono sbracciati per dargli ragione ma in questo caso nessun decisionismo e nessuna determinazione è pervenuta da chi aveva ed ha – oltre ogni voglia di indagine su un passato molesto e maldestro- la responsabilità di governare il presente drammatico. Saremo coi lavoratori del fu ippodromo Caprilli anche in una ulteriore fase vertenziale”.
Anche le piscine nuotano in pessime acque. Luongo aggiunge: “A nulla sono servite le segnalazioni, fatte a suo tempo anche direttamente al Sindaco, circa lo stato prima di stallo e poi di crescenti difficoltà che l’Officina dello Sport dimostrava a 360 gradi. La crisi e il calo delle presenze in acqua sono stati l’alibi perfetto per non fare nulla. Nulla di nuovo dall’Officina dello Sport: perfetti contabili della crisi, mentre sarebbero stati necessari imprenditori specializzati, evidentemente rari in un settore difficile e drogato dal dumping contrattuale”.
“Nulla di nuovo dal Comune di Livorno, che è anche proprietario delle strutture.Silenzio assordante.
Come per il Caprilli”.
“Posso e voglio ricordare – scrive Luongo – lo splendido tuffo del Sindaco nelle acque delle piscine ristrutturate anche con i soldi del Comune, ovvero dei cittadini: di lì a poco ci siamo fatti carico di polemiche a 360 gradi per aver sostenuto che quei lavori non avevano risolto i problemi e quei soldi erano stati spesi male.Sarebbe stato meglio se avessimo avuto torto, ma purtroppo i fatti dicono il contrario. Poche domande essenziali senza voglia di polemiche oggi, prima che qualcuno accusi simpaticamente il sindacato di aver fatto le assunzioni, al Caprilli o alle Piscine, quando non era proprio il caso e qualcun altro ci insegni che i lavoratori e il Lavoro si tutelano senza Piani Industriali e senza scioperi”.
“Le piscine – si chiede Luongo – apriranno regolarmente i battenti a settembre? Con quale programma o piano d’impresa? Con quali investimenti e per fare che cosa? Senza risposte chiare a queste domande non sarà possibile nessuna tutela sindacale efficace. Fossi un lavoratore delle piscine proporrei ai miei compagni di lavoro di occuparle fino a che non fossero date risposte chiare a queste domande. Ma sono solo un sindacalista che non ha mai chiesto favori o assunzioni a nessuno”.