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mercoledì 20 Novembre 2019

Itinerari, viaggio in Italia dopo gli anni ’60 alla Guastalla Centro Arte


Livorno, 23 ottobre 2018. Nella ricorrenza dei 50 anni dal ’68, anno cruciale per i cambiamenti della società e del costume, la galleria Guastalla Centro Arte, fino al 20 novembre, in via Roma 45, presenta un nuovo allestimento di opere realizzate principalmente durante i decenni degli anni ’60 e ’70, considerati questi come periodo di snodo e di forte rinnovamento dell’arte contemporanea in Italia: l’intento è proprio quello di analizzare, anche se certamente non in modo esaustivo, alcuni sviluppi che l’arte contemporanea ha avuto in quegli anni, quasi fosse un piccolo viaggio dentro correnti, movimenti, tendenze che già esistevano o che nascono in quel periodo e si sviluppano anche successivamente.
Sono esposte opere di Alberto Burri, presente con alcune rare acquaforti,Emilio Scanavino con un importante dipinto ad olio del 1973 e una tecnica mista del ’68, una scultura in acciaio di Fausto Melotti del ’68, ed anche opere di Corpora, Turcato, Dorazio, Reggiani, quasi a fotografare lo stato di quelle tendenze astratto-informali, nate in periodi precedenti a quello preso in esame, ma che ancora in quegli anni mostravano tutta la loro vitalità.
Michelangelo Pistoletto, presente in mostra con 2 opere multiple, è testimone di un nuovo linguaggio di tipo concettuale che nasce intorno al ’68 e che porterà alla nascita dell’arte povera.
Nei due decenni degli anni ’60 e ’70, si registra la nascita e lo sviluppo nella sua pienezza di un linguaggio Pop, tipicamente italiano, diverso ma vicino a quello sviluppatosi negli stessi anni in altri paesi occidentali: in mostra un Paesaggio anemico degli anni ’70 di Mario Schifano, alcuni dipinti di Franco Angeli degli stessi anni e due Omaggio a Michelangelo del 1978 di Tano Festa.
Altre individualità che hanno visto crescere il loro lavoro in modo autonomo ed originale a cavallo fra gli anni 60 e 70 e che grande importanza hanno avuto, tanto da essere considerati dei capo-scuola, sono Rodolfo Aricò ed Enrico Baj qui rappresentato sia da un importante dipinto e collage del 1973 ispirato alla vicenda del Watergate, che da una “maschera” in legno. Interessante anche la sperimentazione portata avanti da Elio Marchegiani sin dai primi anni ’60 con la serie di opere delle “serrature”.
Per finire la panoramica sull’arte dopo i ’60, si è voluto inserire due opere su carta di Renato Guttuso del 1973 a testimonianza di quanto ancora l’approccio della figurazione realistica, erede della grande tradizione italiana, fosse ancora vivo e capace di esprimere soluzioni interessanti.
Guastalla Centro Arte, 0586 808518,fax 0586 813514; info@guastallacentroarte.com: www.guastallacentroarte.com. Orari: lun./ven. h 10,00 – 13,00 / 16,30 – 20,00; sab. 10,00 – 13,00 (Nella foto interno del Centro Arte)

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