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24 Settembre 2020

La Consulta boccia la legge toscana, chi subentra non dovrà risarcire il vecchio gestore della spiaggia


Livorno, 8 luglio – La Corte costituzionale ha bocciato la legge regionale toscana in materia di concessioni demaniali marittime nella parte che prevede indennizzi e risarcimenti agli imprenditori balneari che perdono la concessione a seguito di una gara pubblica. La legge toscana, impugnata dal governo nazionale, prevedeva un paracadute, pagato da chi si aggiudica la gara, a favore di quegli imprenditori che vengono estromessi dalla concessione per l’utilizzo della spiaggia in virtù dell’applicazione della direttiva Bolkestein.

I giudici della Consulta, in una sentenza emessa il 23 maggio ma depositata ieri, venerdì 7 luglio, hanno cancellato la parte di legge regionale che prevedeva il risarcimento per l’imprenditore che perde lo stabilimento balneare. La Regione Toscana, con propria legge del maggio 2016, aveva previsto, in caso di nuova gestione della spiaggia, che è un bene demaniale, un indennizzo, pari al 90 per cento del “valore aziendale”, che il nuovo concessionario avrebbe dovuto pagare a colui che veniva rimpiazzato. Un valore che, secondo le norme regionali, doveva essere calcolato da una perizia commissionata, e pagata, dal balneare uscente. La cifra, a favore del subentrante, sarebbe servita a risarcire il vecchio titolare degli investimenti sostenuti. La Consulta ha ritenuto illegittima questa disposizione partendo dal principio che chi partecipa alla gara per l’assegnazione della spiaggia, e la vince, non deve essere costretto a versare al balneare uscente cifre così notevoli.

A Livorno e provincia molte sono le spiagge e gli stabilimenti in concessione. La decisione della Corte costituzionale è da ritenersi quindi di grande interesse per molti operatori del settore e sembra una di quelle destinate ad aprire confronti e discussioni.