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18 Gennaio 2021

La sfida dei soft robot accende le luci sulla biorobotica


(Marco Ceccarini) Livorno, 27 aprile – I materiali sono differenti ma la caratteristica di non essere rigidi è la stessa per tutti. In questo modo sono stati realizzati i quindici robot soffici, al momento ancora a livello di prototipo, che domani, sabato 28 aprile, metteranno alla prova le loro abilità e le loro capacità nella sfida prevista, a partire dalle ore 9, ai Bagni Pancaldi sul viale Italia a Livorno.
In effetti questi “soft robot” sono stati ideati e realizzati per ben altri motivi, ad esempio per supportare i chirurghi nel rendere meno invasivi e più precisi i loro interventi o per consentire all’essere umano di muoversi su terreni accidentati o su fondo marino o perfino su un pianeta diverso dalla Terra. Ma la prova che delle capacità di questi robot verrà data domani mattina, oltre ad essere la degna conclusione della conferenza internazionale “Robo Soft 2018” dedicata alle nuove frontiere della robotica, già da sé rende interessante ed avvincente la proposta scientifica di cui si è discusso a Livorno in questi giorni.

Da mercoledì 25 aprile ad oggi, giovedì 27, la conferenza livornese ha riunito all’hotel Palazzo, sul lungomare della città, circa trecento scienziati provenienti da ogni parte del mondo. La conferenza si è svolta sotto l’egida della Società scientifica internazionale Ieee e della Robotics & Automation Society, sua emanazione, sotto l’organizzazione dell’Istituto di Biorobotica del Sant’Anna di Pisa. Nel corso della “tre giorni” si è fatto il punto sul dove è arrivata la tecnologia “soffice”, che ormai caratterizza un intero settore della robotica rivoluzionandone i paradigmi ed attraendo sempre più l’interesse scientifico ed i sempre necessari finanziamenti. Non è un caso, poi, che la conferenza si sia svolta a Livorno. Livornese è Paolo Dario, il “padre della robotica medica”, direttore dell’Istituto di Biorobotica del Sant’Anna, e livornesi sono Cecilia Laschi e Barbara Mazzolai, le sue più strette collaboratrici, che la comunità scientifica Robo Hub ha inserito, entrambe, nella lista delle venticinque donne viventi più geniali del mondo. Ma soprattutto, da pochi giorni, è attivo a Livorno, nella sede dello Scoglio della Regina, uno dei laboratori di biorobotica più avanzati d’Europa.

Gli scienziati che hanno partecipato alla conferenza internazionale stanno in molti casi lavorando al perfezionamento dei prototipi che domani si sfideranno nella competizione dei Pancaldi od a prototipi del tutto similari.
La gara di domani, che coinvolge quindici prototipi di robot soft sviluppati da istituzioni universitarie e da centri di ricerca provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Sud Corea, sarà una sorta di “giochi senza frontiere” della biorobotica. A rappresentare l’Italia sarà solo il team dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova perché la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, in quanto soggetto organizzatore, non può partecipare.

Ad attendere i prototipi “soffici” vi saranno due percorsi pronti a dimostrarne le capacità di locomozione e di manipolazione. In uno scenario costruito su misura, in riva al mare, i robot ispirati alle piante o agli insetti, soffici come palloncini, sono chiamati ad attraversare pavimenti sabbiosi, a rimpicciolirsi per entrare in piccole aperture ed a muoversi in maniera delicata tra strutture fragili. In questo contesto, e allo stesso tempo, braccia di gomma e mani soffici con dita di silicone avranno il compito di afferrare oggetti fragili, ma anche di aprire porte e di entrare in spazi ristretti, cioè a svolgere compiti che i robot soft, una volta perfezionati, dovranno portare a termine con successo anche e soprattutto nella realtà.

“Ospitare la prima edizione della conferenza internazionale di Soft robotics a Livorno”, ha spiegato Cecilia Laschi, coordinatrice scientifica del progetto e prima al mondo ad aver realizzato un soft robot ispirato agli animali, è un bellissimo riconoscimento del lavoro svolto in questo settore, una dimostrazione di come l’Europa e l’Italia siano leader nella robotica e nelle sue più innovative linee di progresso, oltre che essere un ottimo inizio per le attività del Centro di Robotica marina di Livorno”.