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30 Settembre 2020

La visita come un gioco alla Certosa di Calci


(Mariella Calabresi) . Calci, 2 ottobre. Il 29 settembre con la Notte Europea dei Ricercatori si è conclusa la Settimana della Scienza, promossa dalla Commissione Europea, finalizzata a diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca, con il fiorire di numerose iniziative nelle principali città, tra cui quella dell’Università di Pisa. Pertanto vengo invitata ad una proposta insolita: “Escape from Certosa” al Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci.
L’evento è stato curato da Antonella Gioli, professore associato di Museologia e museografia del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, e Antonia d’Aniello, direttrice del Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci, con la collaborazione del Progetto “La vita delle opere” e dell’Associazione Culturale MeTe-Memoria dei Territori, nomi di tutto rispetto. Sono curiosa, sono passati diversi anni dalla mia ultima visita alla Certosa, ed ora mi si propone una “Visita-gioco”. All’arrivo la Certosa è sempre più bella: il cortile, la facciata, il silenzio del luogo, sembra che qui gli anni non passino…. e mi ritrovo a fare foto con il cellulare da inviare agli amici.
Il gruppo si forma (nella foto), entriamo e veniamo immersi in un’atmosfera di fine ‘700. Gli spazi e i personaggi sono reali. Ci vengono dati un’ora di tempo, una mappa, un sacco di juta per organizzare la nostra “fuga dalla Certosa”. Nel gruppo ci sono dei bambini che vogliono essere protagonisti della ricerca, leggiamo le indicazioni e la mappa e partiamo. Attraversiamo corridoi affrescati, il bellissimo refettorio, chiostri silenziosi, celle di monaci e all’improvviso mi rendo conto che sono così presa dal gioco che non riesco neppure a posare lo sguardo su questi ambienti bellissimi. Siamo arrivati alla fine, ci divertiamo tutti come bambini, abbiamo portato a termine la ricerca e come premio: una visita guidata alla Certosa!
Tornando a casa sono soddisfatta di questo pomeriggio rilassante ma non vuoto, penso alle ricercatrici che hanno lavorato all’organizzazione, ammiro la loro creatività ma soprattutto la loro fiducia nel futuro. In un mondo che sembra sempre più indifferente alla cultura loro stanno lavorando per renderla accessibile a tutti e divertente. E allora spero che queste iniziative si ripetano perché dobbiamo imparare a vivere la scienza, i musei, la cultura in modo spontaneo e sereno.
Mariella Calabresi, Insegnante Iti di livorno.