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13 Maggio 2021

Un'immagine del virus Covid-19 (foto d'archivio)

Le false verità


(Donatella Nesti) Livorno, 11 aprile 2020 – Un celebre film del 1948, dal titolo “Il terrore corre sul filo” di Anatole Litvak con Barbara Stanwyck e Burt Lancaster, teneva incollati allo schermo gli spettatori così come attualmente siamo incollati allo schermo del computer in attesa di notizie. Purtroppo non tutte le notizie hanno attendibilità e mai come con la tragedia del coronavirus Covid-19 il filo del web ha diffuso falsità ed improbabili notizie.

Le fake news ormai dilagano, tanto che il Ministero dell’Interno ha istituito un sito per mettere in guardia dalle infondate e talora fantasiose notizie sul virus e la Presidenza del Consiglio dei ministri ha deciso di istituire, a cura del sottosegretario con delega all’editoria, Andrea Martella, una “task force contro le fake news”.

L’articolo 21 della Costituzione stabilisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. E quindi In che modo opererà questa task force? Che poteri pretenderà di esercitare? Su quale base sarà stabilito quali sono le cattive informazione da censurare?

Un argomento rischioso che fa tornare in mente il profetico “1984” di George Orwell e il Ministero della Verità concepito dal “Grande fratello” che decideva quale fosse la verità più utile allo Stato riscrivendo anche la storia.

La soluzione più utile sembra quella scelta da molti studenti universitari in tutta l’Italia, anche a Firenze e Pisa che hanno scelto, collaborando tra loro, di dare un’informazione corretta e documentata. A Pisa l’università, la scuola superiore Sant’Anna e la scuola Normale superiore sono impegnate, con grande successo, nel delicato esercizio di scovare le bufale giornaliere imperversanti sul web. Venticinque gli studenti impegnati, mentre il virus viaggia anche sui nostri clic. E ad ogni link mitragliate di tweet fasulli, ammiccanti e bugiardi, contribuiscono ad accrescere la possibilità di registrare comportamenti scorretti e incrementare l’eventualità di contagi.

Hanno realizzato un video-decalogo e un sito dove sono raccolte tutte le segnalazioni, una battaglia complessa contro la disinformazione combattuta dal team Stopcovid19, composto appunto da studentesse e studenti dei tre atenei di Pisa, con le istruzioni per riconoscere le notizie false. Il gruppo di studenti ha aperto un canale Telegram pubblico (#stopcovid19), un sito internet (https://www.sc19.it/) e un Google drive (https://urly.it/353cw) aggiornati ogni giorno. Radio Toscana trasmette una testimonianza di Emanuele Boni della scuola Sant’Anna di Pisa. Non possiamo non chiederci se le notizie che ogni giorno alle 18 dai canali Rai la Protezione civile diffonde i dati di giornata siano davvero veritieri o sottostimati.

Il giornalista Isaia Invernizzi ha condotto un’indagine che dimostra come i decessi nella Bergamasca siano assai superiori a quelli ufficiali e L’Eco di Bergamo e InTwig, agenzia di ricerca ed analisi dati, hanno deciso di lanciare un’indagine approfondita nei 243 Comuni bergamaschi.
Ad ogni singola amministrazione è stato chiesto il numero sui decessi dei residenti avvenuti nei primi tre mesi del 2020 per confrontare la mortalità rispetto agli anni precedenti. In assenza di un monitoraggio capillare sui contagiati, il dato dei decessi è infatti, purtroppo, l’unico metro reale su cui può essere fatta un’analisi.

A San Pellegrino Terme si è passati dai due morti di un anno fa ai 42 di quest’anno (al 31 marzo, ndr). Una crescita del 2000 per cento. Sì, con tre zeri. E’ la più alta in tutta la provincia. Più di Nembro, Albino ed Alzano Lombardo. Non meno spaventoso l’incremento a San Giovanni Bianco, da due a 41 decessi, 1950 per cento rispetto a un anno fa. E anche Selvino, da uno a 20, cresce del 1900 per cento. Tutto, sia chiaro, nei primi tre mesi.
Allora, come distinguere il vero dal falso?