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21 Gennaio 2021

Le orchidee e le farfalle delle Colline Livornesi


(Massimo Masiero) Livorno, 2 giugno 2018. Paolo Pasquinelli è un biologo e nello stesso tempo artista contemporaneo, ama trascorrere molte ore al giorno en plain air a contatto con la natura alla scoperta e riscoperta di piante e di insetti nelle colline livornesi, che conosce a fondo e che percorre incessantemente in lunghi periodi dell’anno, armato di una macchina fotografica e di tanta pazienza. Scrive e ha scritto libri sulla biodiversità della zone che frequenta e in quei boschi, macchie e prati scopre delle meraviglie, che immortala anche nelle immagini che ripropone in conferenze e incontri.

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(Nella foto, Paolo Pasquinelli a Poggio Pelato). Nell’ultima affollata conferenza al Museo di Storia Naturale per il gruppo botanico parlando della biodiversità delle colline livornesi ha illustrato con immagini e proposto un viaggio ideale attraverso il percorso del pellegrino, che potrebbe divenire in futuro anche l’occasione per trascorrere alcune ore piacevoli da dedicare alla maggiore conoscenza e alle sorprese che possono riservare itinerari nuovi e sconosciuti. Pasquinelli accarezza senza disturbare l’ambiente immortalandone piante e insetti. La passeggiata si è inoltrata nel verde tra farfalle, orchidee, torrentelli da Montenero alle pendici di Castiglioncello, con fotografie, che hanno colto i protagonisti nelle loro “attività quotidiane”. Le scoperte sono state sorprendenti perché il periodo scelto è quello ideale della primavera e dell’inizio estate.

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(Nella foto, farfalla Charaxes al Gabbro) Le farfalle nella Valle Benedetta sono vere e proprie dive, si fanno ammirare tra i cespugli e sui fiori aprendo le ali dai colori forti, dall’arancio al rosso vermiglio, dall’azzurro al verde, dal grigio cupo al giallo intenso. Tra queste c’e’ anche la farfalla Charex del corbezzolo nota oltre che per essere attirata dalla frutta in decomposizione anche dai boccali di alcool di cui e’ ghiotta; da cui l’appellativo di “farfalla ubriacona”.
L’itinerario si apre intorno al Sasso Rosso sulla strada del Castellaccio, alla Palazzina verso il Gabbro, Monte Pelato e ancora su e giù per sentieri antichi e appena tracciati.
Proprio in questi primi giorni caldi del 2018 le orchidee sono state le protagoniste, una vera e propria invasione, immortalate dalle foto.
Una di queste, Serapias neglecta ipocromica (depigmentata) (nella foto) che Paolo Pasquinelli considera un raro ritrovamento e’ una vera sciccheria. Ancora, quella definita “papilionacea” di color violaceo, per l’assomiglianza al classico fiocco nero e, l’altra la Barlia sorpresa in rigogliosa fioritura a febbraio in pieno freddo. Poi l’orchidea maggiore, che fa parte di quelle spontanee, che crescono normalmente sulla zone collinari livornesi, vere e proprie prelibatezze dei cinghiali. E’ ancora attuale la discussione in ambito scientifico se ogni orchidea abbia il suo insetto preferito. Ed ecco le immagini che mostrano gli insetti posati su di loro che le palpeggiano per fecondarle.
La passeggiata è stata accompagnata dalla rigorosa documentazione scientifica, riguardante le altre varietà botaniche del parco collinare, dai licheni oggetto di studi specifici di Pasquinelli all’applicazione della geometria alle piante, stimolante per i bambini ad avvicinarsi alla natura attraverso il gioco. Interessante lo spazio dedicato ai predatori, alle scene di caccia, al cannibalismo e al mimetismo. I ragni a caccia di insetti, che assumono il colore dei fiori per sfuggire la cattura, e i ragni maschi a loro volta divorati dalle femmine gravide. Infine l’ultima scoperta, la rarissima mantide spallanzania, subito immortalata dalla macchina fotografica dell’artista-biologo, insieme al più comune e innocuo scorpione, all’astragalo, fiore nostrano, alla filipendula e alle sorbe delle colline di casa nostra.
Il viaggio, ha assicurato il biologo-artista contemporaneo, proseguirà.