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28 Ottobre 2021

Un'immagine di Laura Morante (foto fornita da Nesti)

Le prospettive degli amori di Mascagni incantano alla Terrazza


(Donatella Nesti) Livorno, 6 settembre 2021 – C’è l’amore vissuto e c’è l’amore sognato, due amori e due donne nella vita di Pietro Mascagni e lunghi scambi epistolari che testimoniano quanta importanza Lina ed Anna abbiano avuto nell’esistenza del grande compositore livornese.

Si dice che dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna. E questo è senz’altro vero, a parte quando ce ne sono due. Come ne “Le prospettive dell’amore”, in cui la personalità tumultuosa e sofferente di Pietro Mascagni emerge attraverso i racconti delle sue compagne di vita: Donna Lina e Anna Lolli, moglie ed amante del compositore. Laura Morante ed Agnese Claisse, madre e figlia, interpretano due donne profondamente diverse per età, carattere e temperamento, e attraverso un intenso carteggio intercorso per lunghi decenni, raccontano l’esperienza artistica ed umana di Mascagni, nel contesto di un ‘900 segnato dalle guerre. Almeno una lettera al giorno, spesso due, per 35 anni. Oltre 5.000 solo quelle del Maestro indirizzate ad Anna Lolli e conservate nel piccolo museo di Bagnara di Romagna. Dalle lettere, e dal dialogo di Lina e di Anna, prende forma la figura di Pietro Mascagni, la sua vicenda personale, i suoi tumulti psicologici e sentimentali, il vissuto emotivo. Protagoniste della scena, le donne che con lui hanno condiviso arte e vita, e la sua musica, eseguita da Massimo Salotti al pianoforte e dall’Ensemble strumentale del Teatro Goldoni di Livorno (Chiara Ridolfi).

Musica e parole in una bellissima serata alla Terrazza Mascagni, ieri sera, domenica 5 settembre, dove Laura Morante e la figlia Agnese Claisse hanno interpretato Donna Lina e Anna Lolli, rispettivamente moglie e amante del Maestro. La ricostruzione drammaturgica di Chiara Ridolfi, basata sulle lettere autografe di Mascagni, mette in scena l’intenso rapporto del Maestro con due donne profondamente diverse ma intrinsecamente complementari ai suoi bisogni affettivi e psicologici. In tal senso, Lina e Anna rappresentano i poli opposti entro cui si muove la personalità di Pietro Mascagni.

Donna Lina è l’amore domestico e familiare, la figura protettiva e materna che ha condiviso col Maestro le difficoltà di una vita talvolta stentata e sofferta, supportandone – anche materialmente – le ambizioni, condividendo con lui le più intime sofferenze, come la perdita del figlio primogenito, e le gioie più intense, dalla nascita dei figli sino all’improvvisa celebrità del compositore.

L’incontro con la romagnola Anna Lolli, avvenuto dopo il clamoroso successo della Cavalleria rusticana, nasce entro una cornice di stampo stilnovistico. Lo sguardo del Maestro incrocia in teatro i “divini” occhi verdi di Anna, allora diciannovenne, tra i volti del coro. Il Maestro, che quegli occhi li aveva sognati anni prima, ne resterà talmente colpito da confidare al librettista Illica: “Se rivedo quegli occhi non li lascio più”.

Molto più giovane del Maestro darà luogo ad una vera passione che spinge Mascagni a indirizzare all’amante oltre 4800 lettere nell’arco di 35 anni. La lettura delle lettere da parte di Laura Morante e Agnese Claisse è stata accompagnata da brani musicali tratti dalla opere di Mascagni (Cavalleria, Parisina, L’amico Fritz, Iris) ed eseguiti da Massimo Salotti al pianoforte e dall’Ensemble strumentale del Teatro Goldoni di Livorno, per sottolineare le vite parallele Lina e Anna, prigioniere dei loro ruoli di moglie e amante, ma protagoniste di un dramma consumato all’ombra del Maestro. Molti applausi del numeroso pubblico per una serate veramente speciale.

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