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27 Settembre 2020

Livorno, al Teatro Goldoni Pia De’ Tolomei


(Angela Simini) Livorno, 19 gennaio. Chi non ha impressi nella mente i celebri versi di Dante nel suo incontro, in Purgatorio, con l’elegiaca Pia De’ Tolomei ? “Ricorditi di me che son la Pia; /Siena mi fé, disfecemi Maremma:/ salsi colui che ‘nnanellata pria / disposando m’avea con la sua gemma”.. con quel che segue: versi di puro lirismo in cui la donna uccisa non inveisce contro il marito che ne aveva ordinato la morte, ma ricorda con dolcezza i momenti delicati della cerimonia con cui si è promessa a Nello De’ Tolomei. Ebbene, la storia di Pia è rimasta nell’immaginario collettivo ed ha affascinato uno dei più fecondi compositori del melodramma ottocentesco, Gaeano Donizzetti ( Bergamo 1797- 1848), ed il librettista Salvatore Cammarano (Napoli 1801- 1852), esperto uomo di teatro, che ne fecero un’opera lirica, oggi purtroppo sconosciuta ai più, ma affascinante e coinvolgente. Sabato 20 gennaio ore 20.30 con replica domenica 21 ore 16.30, torna sul palco del Teatro Goldoni, dove nell’estate del 1862 ebbe le sue uniche rappresentazioni e dove farà grande rentrée nel nuovo allestimento curato dal Teatro di Pisa, dove l’opera ha debuttato con successo lo scorso ottobre, coprodotta dai Teatri di Pisa, Lucca e Livorno in collaborazione con Spoleto Festival USA. Composta per il Teatro La Fenice di Venezia, Pia de’ Tolomei (che, per la distruzione de La Fenice a causa di un incendio, debuttò il 18 febbraio 1837 al Teatro Apollo, oggi Teatro Goldoni), venne poi rivoluzionata dallo stesso compositore per il Teatro di Senigallia (estate 1837) e di nuovo rielaborata per il San Carlo di Napoli (1838); riscoperta in epoca moderna a Siena nel 1967, la sua fortuna esecutiva si è rafforzata in anni recenti, grazie ad un’importante ripresa effettuata dalla Fenice di Venezia nel 2005 con un’edizione critica di Giorgio Pagannone, che ascolteremo proprio nella presente edizione a Livorno.
E con Pia De’ Tolomei (nella foto una scena) torna sulle nostre scene il Belcanto, genere di cui Donizzetti fu insigne esponente , come abbiamo visto nella Lucia di Lammermoor, in Anna Bolena, Maria Stuarda, La Favorita…..
L’opera è stata illustrata nei locali del Goldoni dal M° Daniele Salvini, che si è diffuso nell’illustrazione della personalità del musicista bergamasco, che per la ricchezza delle sue produzioni, circa 70 melodrammi, oltre che composizioni religiose, venne anche ironicamente soprannominato “Dozzinetti” e, per addolcire la pillola, talvolta fu chiamato Donzinetti, ma questo fa parte di un Gossip che non ci tocca nella valutazione del melodramma di cui il Maestro ha opportunamente fatto ascoltare celebri arie. Il musicologo Alberto Paloscia, direttore artistico del settore lirico del Goldoni, si è soffermato sul personaggio di Pia, eroina -antieroina, che accetta la sua sorte e perdona al marito, commovente personaggio decisamente romantico .
Sul podio dell’esperta Orchestra della Toscana, il giovane e affermato direttore statunitense, ma italiano d’adozione, Christopher Franklin ed assistiamo anche al ritorno, in veste di regista, di un importante uomo di teatro del nostro territorio, Andrea Cigni, affermatosi negli ultimi anni in Italia e all’estero in un repertorio che spazia da Monteverdi al repertorio belcantistico, fino a Verdi, Gounod, Bizet: “La vicenda si svolge nel XIII secolo – annota Cigni – ma non è una storia necessariamente rappresentabile solo in quell’epoca. È un racconto che probabilmente vive di un’universalità tematica che ha attraversato i secoli, quella della moglie creduta fedifraga, uccisa dal marito”, una storia che Cigni fa svolgere in una Toscana temporalmente non lontana da noi e descritta attraverso alcuni elementi scenici con riferimenti alla cinematografia novecentesca, fatta d’interni e di esterni, di luoghi nei quali s’intrecciano vicende private e vicende politiche (seppur marginali) e scontri affettivi, di rifiuti e di gelosie. L’opera ha il suo punto di forza così, sia sotto il profilo musicale che drammaturgico, nell’inquieto e fragile personaggio della protagonista, altra sventurata esponente di quella galleria di donne fedeli fino all’immolazione di sé, tipiche del melodramma romantico, destinate a soffrire ed a morire per amore: al Goldoni sarà interpretato dal soprano lombardo Francesca Tiburzi a cui si alternerà la cantante romana – ma ormai toscana di adozione – Sonia Ciani. Il cast vocale è composto in gran parte da giovani belcantisti in ascesa, molti dei quali formatisi all’interno dei progetti formativi intrapresi da oltre 15 anni dal Teatro Goldoni assieme agli altri teatri del circuito toscano, tra i quali LTL Opera Studio: Valdis Jansons e Mauro Bonfanti si alternano nel ruolo di Nello marito di Pia; Marina Comparato e Kamelia Kader nel ruolo en-travesti del fratello di Pia Rodrigo; Giulio Pelligra è Ghino; Andrea Comelli l’eremita Piero; Silvia Regazzo è Bice; completano il cast Claudio Mannino (Lamberto), Christian Collia e Giuseppe Raimondo (Ubaldo), Nicola Vocaturo (il custode). Coro Ars Lyrica, Maestro del Coro Marco Bargagna. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Tommaso Lagattolla e le luci di Fiammetta Baldisseri.
Per il ritorno del nostro Teatro alle radici belcatistiche della città di Livorno, i cui numerosi teatri, nel corso dell’Ottocento, scelsero Gaetano Donizetti quale musicista d’elezione includendo nei loro cartelloni molte opere della sua vasta produzione, viene lanciata la straordinaria promozione “Passione Belcanto” per la replica domenicale: con un euro in più si avrà infatti diritto ad un secondo biglietto acquistando il primo al prezzo speciale di € 20 e per favorire la partecipazione delle famiglie, si potrà acquistare ogni biglietto successivo (fino ad una massimo di altri tre) al prezzo simbolico di € 1; biglietto under 25 € 7 per la domenica (tutte le tipologie) ed € 12 per la prima.
Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204209) aperto il martedì e giovedì con orario 10-13 ed il mercoledì, venerdì e sabato ore 17-20, oltre che sul sito www.goldoniteatro.it.
La vicenda. Pia, moglie di Nello, ghibellino, è corteggiata dal perfido Ghino, cugino del marito, ma lo respinge. Un giorno Ghino la vede abbracciare un uomo e, furente, convinto di una tresca amorosa (ma in realtà quell’uomo è il fratello di Pia, Rodrigo, di parte guelfa, che, prigioniero del cognato, lei ha aiutato ad evadere), rivela l’episodio a Nello. Imprigionata dal marito nella torre, Pia si vede offrire la libertà da Ghino in cambio del suo amore ma ancora una volta lei non cede. Colpito dalla virtù di Pia e messo al corrente della vera identità del suo presunto amante, Ghino si pente e, sul campo di battaglia, in fin di vita per una ferita, rivela la verità a Nello. Troppo tardi: questi prima di partire aveva commissionato al servo Ubaldo di avvelenare la moglie. Nello abbandona il campo di battaglia, precipitandosi al castello, dove però ormai la sposa sta morendo. Prima di spirare Pia esprime parole di perdono per tutti e ottiene la riconciliazione fra il fratello e il marito.
asimini@alice.it