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21 Ottobre 2020

Livorno, conferenza Pd: come rilanciare l’occupazione


(Gino Fantozzi) Livorno, 23 gennaio. Quel che e’ emerso in questi giorni di lavoro del PD di Livorno è la riprova che il percorso di dura riflessione avvenuta in questi ultimi anni dopo la sconfitta elettorale del 2014, si sta completando. Da una parte in virtù di una sorta di rimozione da parte della sua più vecchia classe politica in difficoltà ad aprirsi in una autocritica a tutto tondo, e dall’altra per la costanza e la grinta delle più giovani leve ad andare avanti pur nelle difficoltà, avendo acquisito un senso della politica più pragmatico e più propenso a cogliere i nuovi canoni della battaglia politica e sociale.
Sapendo che nel quadro politico generale oggi più di ieri contano le decisioni e le scelte europee e quelle nazionali, e soprattutto comprendendo che molti principi ritenuti fondamentali hanno la necessità di essere rivisti e aggiornati, occorre trovare ordini di priorità alle azioni da proporre e mettere in campo, maggiori che nel passato.
Nei tavoli di lavoro aperti alla fine dello scorso anno e la cui attività durerà ancora qualche settimana, si sono evidenziate, oltre alla partecipazione sempre più numerosa dei cittadini, anche la volontà di affrontare i temi loro affidati senza limiti al dibattito e all’apporto di idee. Durante le tre sessioni della Conferenza, sono stati presentati i primi risultati del lavoro e poi, cosa oltremodo interessante, questi sono stati confrontati con l’apporto anche critico di importanti soggetti: imprenditori, sindacalisti, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, personaggi che ricoprono importanti cariche rappresentative nel mondo del lavoro e nella società civile.
Nei prossimi giorni si testerà, nel prosieguo dei lavori, la positività o meno di questo percorso, ma le premesse come detto ci sono tutte. Il PD potrà dotarsi di un programma di governo locale puntuale, realistico e, si spera anche innovativo.
La questione occupazionale è stata al centro della manifestazione: nella città di Livorno il lavoro e i suoi problemi sono complessi e nella loro complessità anche originali. Non poteva essere che così: il segnale della difficoltà sociale ed economica che viene dalla bassa occupazione e dalla alta disoccupazione, richiedono un intervento massiccio e coordinato tra diversi strumenti.
Innanzitutto è stata sottolineata la presenza attiva di strumenti importanti che sono in grado di riversare grandi quantità di finanziamenti: dall’accordo di programma per il sistema logistico e che a Livorno finanzia la Darsena Europa, al documento di programma della Regione toscana per l’Area vasta, alla ultima legge 91 del 2017 che rende possibile che a Livorno si riconosca la individuazione della Zona logistica semplificata, capace di attrarre di per sé molte nuove attività produttive, al programma per l’innovazione tecnologica industria 4.0. Tutti strumenti pronti per essere avviati (alcuni per altro già in fase di realizzazione come l’avvio dei lavori per la Darsena Europa) e la cui esistenza si deve al lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni PD e dal governo regionale e nazionale.
Questi strumenti se accompagnati da un lavoro sul reperimento e l’avvio delle bonifiche di aree industriali dismesse, daranno occupazione certa sia nella fase di impianto delle opere che nelle successive nuove imprese che si avvieranno nell’area livornese.
Quel che è importante è che si determini la volontà di una sinergia con le istituzioni di Area vasta a cominciare da Pisa e Pontedera, che si determini un processo decisionale realistico ma veloce, che si sviluppi un legame maggiore e convinto con il mondo della scuola e della formazione, e soprattutto che si risolvano i gravi deficit di viabilità stradale e ferroviaria del territorio (i cui progetti sono pronti da tempo) e che limitano fortemente i fattori di localizzazione di nuove imprese.
A questo punto Livorno, assieme alle altre iniziative, trattate in altre sessioni della Conferenza programmatica e che riguardano il commercio, i beni culturali, il sistema dei rifiuti (che a Livorno non funziona), il turismo, la nautica da diporto e l’innovazione tecnologica, può finalmente avere una visone certa e valida del suo futuro. Riprendere il suo carattere di città aperta dinamica e, perché no, anche allegra e solidale. A questo punto occorre che tutte le forze sane di questo territorio facciano rete per la realizzazione di questo futuro, imprenditori, sindacati e cittadini.