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30 Settembre 2020

Livorno, M5s in difficoltà: dopo Lemmetti altre cessioni in vista?


(Massimo Masiero) Livorno, 29 agosto. I sussurri iniziali sono diventati rumors. Erano già iniziati al termine della settimana scorsa. Trapelati dalle segrete stanze del movimento con la stressante riunione notturna di lunedì scorso. Poi le voci e le indiscrezioni si erano diffuse negli uffici comunali investendo la maggioranza pentastellata. Infine deflagrate sulla stampa nazionale quando “Il Corriere della Sera” se ne era fatto testimone pubblicando la notizia, che due consiglieri, pochi, ma in grado creare difficoltà al movimento, non avevano gradito l’acquisto dell’assessore al bilancio Gianni Lemmetti da parte della sindaca capitolina Virginia Raggi per inserirlo nella sua giunta, trasferimento avvenuto in poche ore, senza nemmeno un grazie espresso pubblicamente. Atto non certo di grande cortesia verso il fratello minore livornese disposto solo a sacrificarsi per dare una mano, che poi si vedrà quanto, in grado di risolvere i problemi decennali della Capitale. Tutto avveniva mentre il sindaco Filippo Nogarin si affannava a spiegare che la giunta da lui presieduta aveva ottenuto lodi e riconoscimenti sinceri dagli stessi avversari per quanto fatto e stava facendo per la città, martoriata dai precedenti settant’anni di comunismo, e nominava a tambur battente Valentina Montanelli, nuovo assessore al bilancio. Tentativo non riuscito per limitare i danni e cercare di far fronte al malumore che serpeggia tra le sue fila consiliari. Due infatti i consiglieri, Edoardo Marchetti e Alessandro Batini, pronti a lasciare il Movimento per crearne un altro. Finora, su massiccia pressione del gruppo, avrebbero promesso di non far mancare comunque il sostegno alla maggioranza M5s (che finora si è retta per un solo voto) per consentirle di giungere alla fine della legislatura. Senza dimenticare poi che lo stesso sindaco ha ammesso, anche nelle ultime ore, che non sarebbero esclusi altri trasferimenti di esponenti di grande capacità dall’Amministrazione livornese verso altri lidi (ancora Roma?). Forse è già giunto da Genova, via Capitale, il nuovo diktat di Grillo e Casaleggio? Anche il capogruppo consiliare M5s Marco Galigani ha confermato che è una normalità avere problematiche interne. Da ultimo per por fine alle illazioni il gruppo consiliare del Movimento è uscito con un comunicato per fare chiarezza sulla situazione. Si ammettono i malumori interni con riferimento preciso ad “alcuni consiglieri, che hanno manifestato, in vario modo, anche pubblicamente, il loro dissenso” sul caso Lemmeti, ma si chiarisce che “il lavoro e il percorso avviati in sinergia con la giunta per ridare dignità alla nostra città non sono a rischio e continuano con la stessa dedizione di sempre”. Avanti dunque con il programma, “nato tra la gente e dettato dalle necessità del territorio”. Poi l’immancabile frecciata ai media, che per una “semplice riunione del gruppo di maggioranza, come tante già fatte” quando si parla del M5s, “tutto fa notizia” e per sottolineare “che in tre anni ci sono state molte riunioni per discutere e affrontare “de visu” le dinamiche del gruppo, contrariamente a chi preferisce dibattere sui social”. E un finale glaciale: “Vedute differenti”. Vale la pena allora ricordare lo sferzante commento di Andrea Romano, deputato Pd livornese, sull’operazione Lemmetti, e sulla realtà pentastellata livornese: “Più tasse per i cittadini e più rimborsi per la giunta grillina” dopo tre anni dell’assessore a Livorno. E ancora: l’aumento del 15 per cento per famiglie e imprese della tassa sui rifiuti sul 2014, l’addizionale Irpef al massimo del più 0,8 per cento, mentre prima era dallo 0,4, la Tasi al 2,5 per mille con il tentativo di portarla al 3,5 malgrado il blocco della legge di stabilità; l’Imu dal 9,6 al 10,6 per mille per i fondi commerciali e gli immobili che non rientrano nell’abitazione principale, i permessi nelle zone a traffico limitato aumentati di sette volte per le categorie professionali, l’introduzione dei tagliandi delle auto per i residenti, e il taglio alle social card e ai vari servizi sociali. I risultati ottenuti spesso non sono stati che ordinaria amministrazione. Dibattito aperto quindi. Si fa osservare da più parti il percorso tra i due maggiori gruppi politici cittadini. Il Pd discute da tempo sui problemi da affrontare anche al suo interno con visibilità. Il M5s dopo lunghe incertezze si affida ad un comunicato per chiarire quanto sostenuto da alcuni suoi esponenti ed evitare maggiori imbarazzi. Intanto è di oggi la mozione di sfiducia del gruppo consiliare “Buongiorno Livorno”, nei confronti della neo-assessora al bilancio Montanelli (nella foto con Nogarin e Lemmetti) e perché Nogarin ha dimostrato finora, ha dichiarato il capogruppo, Marco Bruciati, ad una televisione locale, di non saper anteporre gli interessi della città e quelli del suo movimento. masierolivorno@gmail.com