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2 Dicembre 2020

Livorno, Manon Lescaut debutta al Teatro Goldoni


(Angela Simini) Livorno – 9 marzo. Torna a Livorno, dopo dieci anni di assenza dalle nostre scene, la Manon Lescaut di Giacomo Puccini (1858-1924), che debutta al Teatro Goldoni, domani, venerdì 10 marzo ore 20.30, con replica domenica 12 ore 16.30, come Nuovo Allestimento del Teatro Goldoni di Livorno (coproduzione Teatro Goldoni, Teatro Verdi di Pisa e Teatro Sociale di Rovigo), e riporta nella nostra città un grande direttore d’orchestra, Alberto Veronesi, che, nella seconda performance, si alterna con un direttore “donna”, Beatrice Venezi. Un segnale di progresso visto che la figura del direttore d’orchestra è tradizionalmente ricoperta dagli uomini, anche se negli ultimi tempi sempre più donne si sono cimentate con la bacchetta e il direttore artistico del settore lirico, Alberto Paloscia, aveva già chiamato sul podio le “quote rosa”, come egli stesso ha tenuto a chiarire.
Prima grande opera del compositore lucchese dopo le “Villi” ed “Edgar”, Manon contiene in nuce tematiche, poetica e armonie del futuro Puccini, talché ottenne un successo strepitoso fin dalla prémière, 1° febbraio 1893 al Regio di Torino per il grande impatto musicale e teatrale, successo che non è venuto mai meno. Avvincente, moderna, straordinariamente realistica, porta in sé la lezione di Wagner, si apre al decadentismo, al simbolismo, alla Scapigliatura, al verismo dal quale mutua l’attenzione al mondo degli sconfitti, degli eroi perdenti. E porta impresso un taglio cinematografico da grande regista, quale fu il Maestro Lucchese, vedi l’imponente scena della deportazione delle detenute da Le Havre nelle colonie penali dell’America e la drammatica scena finale nel deserto della Nuova Orleans. Indubbia la complessità e l’intensità di questa opera che, proprio durante la presentazione alla città, ha sollevato tra gli addetti ai lavori interventi molto ricchi, talvolta diversi, comunque dettati da partecipazione emotiva, riflessione e competenza: e per addetti ai lavori, si intendono sia lo staff direttivo del teatro, sia il cast con una forte componente dei cantanti. Se il direttore Marco Leone, l’assessore Belais e Marcello Murziani ( Vice Presidente Fondazione Livorno) hanno rilevato come la produzione di un teatro metta in moto economia, cultura e professionalità e combatta in ultima analisi la povertà, più accesi si sono fatti i contorni e i toni degli interpreti, a partire dal direttore artistico Alberto Paloscia che ha presentato con ricchezza di informazione il curriculum dei musicisti, seguito dal prestigioso direttore di orchestra Alberto Veronesi, presidente del Festival di Torre del Lago, già noto a Livorno per avervi diretto una famosa edizione della “Sì” di Mascagni e la “Frascatana” di Paisiello, che oltre a rilevare l’ottima acustica del Goldoni, ha riconosciuto il massiccio lavoro svolto dai teatri della Toscana a salvaguardia del patrimonio musicale verista e nella valorizzazione di Mascagni, Puccini, Leoncavallo , Giordani, fino a qualche decennio fa ritenuti tra i “minori” della produzione musicale. E, in un mondo sempre più industrializzato, rivendica l’importanza di “tornare alle origini”, di tener conto della poetica del musicista, mentre, sul piano pratico, accarezza l’idea di una Mega Fondazione Unica dei teatri della Toscana. Il regista Lev Pugliese, che firma anche costumi e scene, sottolinea l’idea di una Manon che si incammina in un “Viaggio spinta da un desiderio che non si realizza mai…Spero di far sognare un po’ il pubblico e non solo di emozionarlo”. Di rilievo la giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, da poco direttore ospite principale del Festival Pucciniano, che ha dichiarato: “ Sono lucchese, cresciuta a pane e Puccini…Vedo in Manon un’opera di grande verismo, in cui i personaggi sono miseri e negativi”
Brillanti anche i cantanti, che hanno parlato con competenza dell’opera e dei personaggi che andavano ad interpretare. Di una Manon “ingenua e pura, incapace di misurarsi con la miseria e con i disagi, ma intensa e passionale” ha parlato il soprano Rachele Stanisci (1° cast), mentre il Donata D’Annunzio (2° cast) ha parlato della bellezza in cui si immerge chi canta Puccini, un compositore complesso vicino a Baudelaire e al simbolismo. Le interpreti comunque sottraggono Manon alla interpretazione tradizionale che la voleva “leggera e prostituta”, per vederne le sfaccettature più articolate di personaggio incapace a misurarsi con le difficoltà della vita. Renato Des Grieux è interpretato da Ricardo Tamura e da Danilo Formaggia, Lescaut da Sergio Bologna e da Leon Kim, Geronte di Ravoir da Carmine Monaco D’Ambrosia.
Di rilievo la giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, da poco direttore ospite principale del Festival Pucciniano: “Sono lucchese, cresciuta a pane e Puccini..per me Manon è l’opera più verista del maestro, in cui i personaggi sono miseri e negativi..”
Toccherà all’Orchestra della Toscana il compito di trasmettere al pubblico la musica di Manon e al Coro Ars Lyrica, diretto dal Maestro Bargagna, l’esecuzione delle arie di insieme.
Nella foto il cast completo: da sinistra: Carmine Monaco d’Ambrosìa, Didier Pieri, Leon Kim, Lorena Zaccaria, Alessandro Ceccarini, Donata D’Annunzio Lombardi, Alberto Paloscia (Direttore artistico), Alberto Veronesi (Direttore d’orchestra), Rachele Stanisci, Ricardo Tamura, Lev Pugliese (Regista), Sergio Bologna, Alessandro Martinello, Danilo Formaggia, Giuseppe Raimondo, Fabio Vannozzi
asimini@alice.it