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5 Dicembre 2020

Livorno, progetto “Verso Casa”. I numeri del centro accoglienza notturna


Livorno, 25 maggio. E’ stata presentata dall’assessore al sociale Ina Dhimgjini la relazione consuntiva dell’attività svolta nel 2016 dal Centro di Accoglienza SEFA (Social Emergency First Aid) il centro di accoglienza notturna per i senza fissa dimora situato in via G.M Terreni (nel complesso della Gherardesca), aperto nel gennaio dello scorso anno. La ricerca, redatta da coop Il Simbolo, Humanitas e la Pubblica Assistenza (gestori del servizio), oltre i numeri, riguarda anche le tipologie di disagio sociale delle persone che hanno richiesto ospitalità al centro di prima assistenza, nonché i tempi e modi della loro permanenza.
Su 464 presenze totali, il 77 per cento sono stati uomini, il 23 per cento donne, il 64 per cento italiani e il 36 per cento stranieri. Invece le persone che sono complessivamente entrate in contatto col centro sono state 952, anche qui a grande maggioranza uomini (761 contro 191 donne) e circa al 70 per cento cittadini italiani. I livornesi sono stati il 36 per cento di tutte le presenze italiane, l’1,5 dal resto della Provincia e il 26 dal resto della regione.
Questi i dati relativi al centro di via Terreni, ma il servizio comprende anche i 2 appartamenti di via del Cedro, “casa uomini” e “casa donne” da 16 posti ciascuno. Il report, con un focus sui primi mesi dell’anno, individua varie tipologie di disagio a cui appartengono gli ospiti delle 2 case. In maggioranza si tratta di casi sanitari (cardiopatie), a seguire abuso di alcol, violenza, ludopatie, tossicodipendenze e psichiatria. Nelle case gli uomini rimangono alloggiati in media per 4 anni, le donne invece 3.
“I due dati significativi – ha commentato l’assessore al sociale Ina Dhimgjini (nella foto) – che saltano subito agli occhi è che abbiamo potuto soddisfare soltanto un terzo delle richieste pervenute e che i maggiori fruitori del servizio sono uomini italiani, anzi livornesi, di mezza età e che rappresentano il doppio degli stranieri. Sono invece circa un quarto del totale le ospiti donne e tra queste invece sono più numerose le straniere. La forte crisi economica che il nostro territorio sta vivendo ha certamente contribuito al picco di richieste e ci conferma che gli immigrati non sono l’unica categoria a rischio povertà. Ma le strutture di via Terreni e via Del Cedro, oltre ai veri e propri “senza dimora”, accolgono anche alcune persone variamente disagiate che provengono dalle dimissioni ospedaliere protette o dai servizi sociali”.
Infatti il SEFA, che opera in stretta collaborazione con le altre strutture pubbliche e private del territorio, nel corso del 2016 ha erogato un totale di 41 “buoni alloggio”, alcuni per persone in emergenza sanitaria che dal pronto soccorso, sono transitati prima all’ospedale di comunità e successivamente al SEFA. Significativi anche gli invii fatti dai Servizi Sociali, SER.T, Ufsma, Caritas, S. Egidio, Centro Donna e CIP, in particolare i casi di violenza sulle donne segnalati dal codice rosa.
Il documento ha infine messo in evidenza anche le maggiori criticità emerse nella gestione del servizio, come la difficoltà per gli ospiti a rispettare le regole di convivenza e di funzionamento interno o le dinamiche conflittuali interne al gruppo degli ospiti o ancora la difficoltà a seguire con costanza e puntualità gli impegni della loro presa in carico da parte dei servizi sociali.
Conclude così l’assessore: “In questo settore abbiamo impresso un vero e proprio cambio di passo, rispetto alle amministrazioni precedenti. Siamo passati da semplici dormitori temporanei a luoghi di sostegno sociale e personale, con l’impiego di educatori e psicologi. “Verso casa” sta proprio a significare che il nostro obbiettivo è quello di far uscire queste persone dal semplice assistenzialismo, facendo loro recuperare almeno quel tanto di autonomia che serve per poi gestire le future situazioni abitative negli alloggi popolari. Ringrazio quindi i gestori del SEFA non soltanto per questo importante lavoro di sintesi, ma soprattutto per come stanno lavorando in questo servizio, accompagnando quotidianamente i nostri concittadini più bisognosi”. Nel settore della casa è stato pubblicato nei giorni scorsi il bando per la mobilità degli alloggi Erp, Edilizia Residenziale Pubblica, sul sito del Comune di Livorno, riservato ai titolari di assegnazioni definitive.
Le domande di partecipazione dovranno essere consegnate entro venerdì 16 Giugno, all’Ufficio Casa in Via Pollastrini,1(secondo piano), nell’orario di apertura al pubblico dal lunedì al venerdì (ore 9 – 13) e il martedì e il giovedì (ore 15,30-17,30).
Sempre entro lo stesso termine di scadenza, sarà possibile inoltrare la domanda con raccomandata postale AR, indirizzata a: Comune di Livorno, Ufficio Programmazione e Servizi per il Fabbisogno Abitativo – Via Pollastrini, 1 – 57123 Livorno. In questo caso farà fede la data del timbro dell’ufficio postale.
Sarà possibile inoltre inviare la domanda anche tramite la propria casella di Posta Elettronica Certificata all’indirizzo comune.livorno@postacert.toscana.it
La domanda dovrà essere sottoscritta nelle parti indicate nel modulo e dovrà essere corredata dalla fotocopia di un documento d’identità del richiedente.
Sul frontespizio della domanda deve essere apposta una marca da bollo da 16€.
Il testo del bando e la modulistica potranno essere scaricati dal sito web del Comune di Livorno all’indirizzo www.cittadino.comune.it (casa>bandi, graduatorie e informazioni>bandi).