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lunedì 23 aprile 2018

Livorno, sicurezza del lavoro. Impegno dopo la tragedia


(Massimo Masiero) Livorno, 29 marzo. Ci siamo accorti solo oggi che manca la cultura per la sicurezza nel lavoro, che le leggi ci sono, anche aggiornate, ma che non sono applicate e che il lavorare non solo stanca ma anche uccide? Perché il lavoratore vive ormai nella paura del licenziamento sempre dietro l’angolo, della chiusura della fabbrica, della difficoltà di reinserimento se l’età è avanzata e del precariato se è precoce, che occorre far salvo il posto prima di tutto, per mettere insieme il pranzo con la cena e perché c’è la famiglia da mantenere. Allora si sorvola sul pericolo incombente nelle attività più o meno a rischio, sul pericolo in agguato, sull’infortunio che può colpire all’improvviso, che penalizza il fisico e il portafoglio. Ed ecco che la tragedia esplode come lo è stata per Livorno ai costieri doc, depositi olii combustibili, un groviglio di cisterne nella zona industriale, 212 per la precisione a filo banchine del porto, a poche centinaia di metri dalla strada, impianti considerati supertecnologici e sicuri (ma non troppo) fino a quando uno scoppio e la strage. E lo è stato per i due lavoratori: il giovane 25enne, Lorenzo Mazzoni, il cui padre dopo 35 anni era andato in pensione per lasciargli libero il posto considerato, quello sì, sicuro per farsi un avvenire; e il maturo 52enne, Nunzio Viola, che era salito dal Meridione fino a Collesalvetti con la famiglia ed era diventato un esperto nelle bonifiche degli impianti combustibili.
Ancora ieri, ed oggi e forse sarà così anche domani. Il Primo Maggio, quando la giornata sarà dedicata alla sicurezza sul lavoro, si chiederanno garanzie per gli uomini da parte dei sindacati, più investimenti degli imprenditori per migliorare gli impianti, più controlli delle istituzioni. Specialmente nella zona a rischio chimico a nord della città, dove sono stoccati migliaia di tonnellate di sostanze utili a far marciare veloce l’economia del paese e del territorio, dove sono impiegati 1.500 dipendenti, ma che in quest’area negli ultimi anni si sono verificati cinque gravissimi incidenti. Alla vigilia di una Pasqua triste per Livorno, al di là dei tanti messaggi di solidarietà espressi da istituzioni e politici, sono le semplici parole del Capo dello Stato a far riflettere. Nella loro semplicità sono un monito all’impegno costante: “Evitare che si verifichi ancora l’ennesima intollerabile tragedia rafforzando le misure di prevenzione e di controllo”. Ha scritto nel suo messaggio inviato alla città.
Bella, emozionante, commovente la fiaccolata di questa sera, per ricordare le vittime, che sia l’impegno di tutti perché finalmente il porto di Livorno, e non solo, non debba essere ricordato sulle prime pagine dei giornali, per i suoi morti e per le troppo tragedie. (masierolivorno@gmail.com)

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