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30 Settembre 2020

Livorno. Spil, da nuovo Iri a outlet delle Zolle d’oro


Livorno, 27 ottobre. Sulla vicenda Spil, intervengono, Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, consiglieri comunali di “Futuro!”, con un commento, che pubblichiamo integralmente.
“Quale sarà il futuro di Spil? In gravissima difficoltà per gli errori del passato (su tutti il parcheggio dell’Odeon), la società è stata tenuta in stallo per oltre tre anni per arrivare, alla fine del 2017, in un vicolo cieco. L’Amministrazione comunale ha sottovalutato la situazione e l’ha ripetutamente affidata a persone inadeguate. Dal 2014 si sono succeduti quattro vertici aziendali diversi e l’esito dell’ultimo in carica è esattamente lo stesso, mutatis mutandis, a cui era addivenuto nel 2015 il primo: una procedura di ristrutturazione del debito secondo quanto previsto dall’articolo 182 bis della legge fallimentare. Una serie di cambiamenti e di contraddizioni che non possono che aver minato ulteriormente la credibilità dell’azienda (e del socio politico) agli occhi dei suoi creditori, contribuendo alle iniziative “aggressive” di alcuni tra essi o almeno fornendo loro solidi alibi. Di fatto, per salvare la pelle, Spil ha scelto di vendere la sua proprietà più importante e preziosa, Paduletta, facendo esattamente il contrario di quello che avrebbe richiesto la sua vocazione di ente per la riqualificazione e il rilancio industriale di un territorio dove ormai i disoccupati non si contano più. Nata per ripensare e rilanciare il profilo economico e i livelli occupazionali di Livorno nel 1996, negli ultimi venti anni SPIL è stata ridotta a un’agenzia per la gestione di un patrimonio immobiliare tanto ampio quanto improduttivo. Nogarin disse di volerne fare l’IRI di Livorno, ma niente è stato fatto per realizzare questo auspicio e anzi si arriva adesso alla frettolosa privatizzazione di un terreno strategico che pare mettere la parola fine a ogni aspirazione industriale e inaugurare una nuova fase: quella dell’outlet delle zolle d’oro. Oggi SPIL è una società sostanzialmente inattiva, in balia dei creditori e, soprattutto, di due banche che paiono dimenticarsi di far anche e soprattutto parte della compagine sociale dell’azienda. In tre anni e mezzo non è stata presa alcuna forte iniziativa per invertire il declino, solo una modifica dello statuto per inserire, tra le attività qualificanti della società, la gestione dei parcheggi: una decisione che lascia pensare che i piani comunali per il futuro dell’azienda siano ben altri da quelli sbandierati. Il resto è silenzio, il silenzio in cui Sindaco e Giunta hanno sempre lasciato cadere le domande e le sollecitazioni del Consiglio Comunale, con buona pace dei proclami sulla partecipazione, sulla trasparenza, sul ruolo del settore pubblico nella vita economica e civile della comunità”.