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29 Settembre 2020

Maria Eletta Martini e i ricordi livornesi


(Massimo Masiero) – Livorno 3 marzo. Maria Eletta Martini, ex presidente della Camera, esponente della Democrazia Cristiana, promotrice e relatrice della riforma del diritto di famiglia (legge approvata nel 1975), presidente del centro nazionale del volontariato, ha avuto un rapporto stretto con Livorno. Fu eletta alla Camera e al Senato, dal 1963 al 1992, pur essendo nata a Lucca, anche con i voti dei livornesi perché il collegio elettorale comprendeva Livorno-Pisa-Lucca e Massa Carrara.
“Ancora oggi, a poco più di cinque anni dalla morte, avvenuta il 29 dicembre 2011, a 89 anni, amo definire Maria Eletta Martini una cristiana laica del Concilio Vaticano II, che voleva e sapeva stare dentro il flusso della storia umana, ispirata ad un modello di vita incarnato da due perle veramente evangeliche: il disinteresse personale e lo spirito di servizio”. Così la ricorda Pietro Gianneschi, sacerdote lucchese e amico d’infanzia, su “Toscana Oggi”, il settimanale cattolico edito a Firenze.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, (in una foto storica da Toscana News) l’ha voluta ricordare oggi al teatro del Giglio di Lucca perché “fu anche costruttrice di una democrazia più larga e partecipata, sostenitrice dell’autonomia e della libertà delle formazioni sociali”. La sua etica è stata quella di “contrastare sempre la corruzione, senza esitare e lo ha fatto in nome della propria coscienza e della democrazia”. Grazie a “madri della Repubblica” come lei, Nilde Jotti e Tina Anselmi, ha detto il presidente Mattarella “oggi la parità di genere è una realtà”.
La Martini, “madre” del volontariato, nelle sue frequenti presenze in città fu sempre accolta con simpatia e ammirazione per la sua partecipazione alla promozione del ruolo delle donne in tempi, erano gli anni sessanta, un cui la parità era tutta da conquistare. E sempre ha avuto una parte notevole impegnandosi direttamente anche sulle vicende occupazionali e del mondo del lavoro. Anni in cui le quote rosa erano solo un “sogno femminile” e suscitavano superficiali attenzioni da parte dei colleghi maschi, in tutti i partiti. Il lavoro da compiere era tutto controcorrente. Una lotta “dura e senza paura” per la conquista di nuovi difficili spazi per le donne. Lo ricorda Giorgio Kutufà, ex-presidente della Provincia di Livorno, cattolico e esponente di spicco della Dc (fu il più giovane consigliere comunale eletto allora), che aggiunge: “In quegli anni Maria Eletta Martini era un vero e proprio baluardo a difesa della buona politica, che allora era fatta di passione, impegni e ideali per combattere l’affarismo e la corruttela nella cosa pubblica: una bandiera e un punto di riferimento per tutti coloro che volevano lottare per una politica di servizio senza ambizioni personali e con ideali di fede. Ha svolto un compito essenziale come vero e proprio trait-d’union tra mondo cattolico e laicato impegnato, senza tuttavia dimenticare che a livello nazionale è stata una delle artefici della legge sul diritto di famiglia, ma fu anche molto ascoltata sul servizio sanitario nazionale e sulla valorizzazione della cooperazione internazionale”. La Martini era nata infatti da un padre, che fu uno dei principali esponenti del cattolicesimo sociale lucchese, primo sindaco di Lucca dopo la Liberazione e senatore della Dc. A Livorno Maria Eletta aveva in Viviana Accarino, cattolica, che è stata consigliera comunale e provinciale della Dc, storica presidente della consulta femminile per 34 anni e vicepresidente delle commissione delle pari opportunità, un’ amica e una seguace e pugnace esponente per la parità dei diritti delle donne. Fu lei con le due amiche Tina Fenzi e Carla Pini a organizzare la campagna elettorale per fare eleggere Maria Eletta Martina in quella che fu la sua ultima legislatura alla Camera. Dai suoi ricordi ne esce un particolare significativo: “ Maria Eletta – ricorda – è stata una donna che ha dedicato la sua vita agli altri. Il suo impegno religioso è stato costante. Rimasto inalterato anche negli ultimi anni della sua vita, difficili per il male che l’aveva colpita”. Mario Simoni, era un esponente della sinistra Dc, capogruppo in consiglio comunale, insegnava diritto di famiglia alle scuole superiori e sottolinea l’impegno della Martini per l’affermazione delle donne e nel volontariato. “Fu anche staffetta partigiana- aggiunge- ma essenziale fu la parificazione dei ruoli dell’uomo e della donna all’interno del matrimonio. La sua è sempre stata una politica attenta alla visione costituzione e alla formazione cattolica. A Livorno era molto rispettata e partecipò spesso agli storici dibattiti organizzati da don Alfredo Nesi al villaggio Scolastico di Corea”. masierolivorno@gmail.com