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25 Gennaio 2021

Musica e solidarietà, concerto il 26 luglio allo Chalet della Rotonda


(Simone Consigli) Livorno, 22 luglio 2019 – Venerdì prossimo, 26 luglio, allo Chalet della Rotonda le band livornesi prestano il loro talento a sostegno della Ong Sawa Sawa Trust, attiva in Africa.

I musicisti che si esibiranno nel corso della serata sono i Blank Page, che suoneranno una sessione acustica, Iko e Alessio Santacroce con il loro gruppo storico, la band La Quarta Via.

Alessio Santacroce è l’ideatore e il promotore di tutto il progetto Sawa Sawa e delle donazioni raccolte negli anni mediante l’attività di musicista e di scrittore, oltre al ruolo ‘istituzionale’ di poligrafico dell’Espresso, questo a confermare, se ci fosse ancora bisogno, lo spessore e la forza vitale di questo personaggio che a Livorno si adopera con tutta la persona a questo progetto di beneficenza con eventi e concerti.

Dalla base di Percorsi Musicali, Alessio Santacroce e company sbarcano allo Chalet della Rotonda per un concerto che vuole essere una mano tesa rivolta verso i più poveri, in questo caso i bambini del Kenya con alle spalle situazioni disperate di abbandono e di povertà. Sawa Sawa è impegata nella costruzione di una casa famiglia in Kenya, per chi volesse fare donazioni o interessarsi alla Ong è attivo il sito Facebook di Sawa Sawa Trust, su cui sono presenti aggiornamenti e link utili.

Le Sawa Sawa Night che di anno in anno si sono susseguite, negli studi di Percorsi Musicali, a Effetto Venezia e quest’anno allo Chalet della Rotonda, sono state sempre realizzate esclusivamente per le raccolte fondi della Ong. Dopo il libro d’esordio del 2009, I Giudici, Santacroce ha pubblicato altri sei libri e anche le sue imprese letterarie sono tutte da iscrivere nella casella donazioni per quanto riguarda i proventi.

Come musicista Alessio riscuote un discreto successo a livello nazionale con la band La Quarta Via fino al 2004, anno in cui, dopo aver scritto il pezzo Il Sangue dell’Africa, dà via la progetto Anthropos per aiutare i bambini del Sudan e da lì in poi l’attività artistica finisce di essere commerciale per diventare sociale.