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sabato 23 giugno 2018

“Nebbia in agosto”: un film per non dimenticare l’orrore nazista


(Donatella Nesti) Livorno, 29 novembre. “Luogo per sanare e per curare”, recitava il cartello davanti alla facciata dell’ospedale psichiatrico di Kaufbeuren da cui inizia Ausmerzen, il racconto dello sterminio di massa conosciuto come Aktion T4 che causò la morte di circa trecentomila esseri umani classificati come «vite indegne di essere vissute». Si parla ancora troppo poco dello sterminio avvenuto per ordine di Hitler di tutte le persone ed i bambini che ‘macchiavano’ il progetto della razza ariana. Tiergartenstrasse significa la strada del giardino zoologico e questa strada è situata al centro di Charlottenburg uno dei più eleganti quartieri di Berlino. Il numero 4 di Tiergartenstrasse corrispondeva ad un villino di proprietà di un ebreo.
I nuovi inquilini di Tiergartenstrasse si chiamavano Karl Brant, medico, e Viktor Brack, il suo assistente. I signori Brant e Brack avevano avuto un incarico importante dal capo del loro governo: costruire un’organizzazione capace di eliminare tutti i malati di mente, tutti i portatori di malattie inguaribili e tutti i bambini nati con malformazioni e tare ereditarie. Il capo del governo, Adolf Hitler, fece emettere l’ordine di sterminio il 1° settembre del 1939. L’obiettivo era di rendere sempre più pura la razza ariana e di impedire contaminazioni derivate tra l’altro da malattie mentali gravi. Il programma di eutanasia condotto verso i bambini disabili fu attuato utilizzando iniezioni letali di scopolamina, morfina e barbiturici. Le enormi quantità di questi medicinali venivano fornite con tutta la discrezione necessaria dall’Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich (RSHA) vale a dire dalle SS. Uno sterminio di cui si parla ancora troppo poco e che viene affrontato nel film “Nebbia in agosto” di Kai Wessel tratto dal romanzo “Nebbia in Agosto” di Robert Domes nel quale si racconta la storia di Ernst Lossa. Germania del Sud, inizio anni ‘40.
Ernst è un ragazzino orfano di madre, etnia nomade jenisch, molto intelligente ma disadattato. Le case e i riformatori nei quali ha vissuto l’hanno giudicato “ineducabile”, ed è stato confinato in un’unità psichiatrica a causa della sua natura ribelle. Qui però si accorge che alcuni internati vengono uccisi sotto la supervisione del dottor Veithausen. Ernst decide quindi di opporre resistenza, aiutando gli altri pazienti, e pianificando una fuga insieme a Nandl, il suo primo amore. Un film importante e ben girato con i due ottimi interpreti, il giovanissimo, straordinario Ivo Pietzcker e il veterano Sebastian Kokh premiatissimo interprete di Le vite degli altri. E’ sperabile che questo film, insieme agli altri dedicati allo sterminio nei campi di concentramento, venga diffuso nelle scuole così come è lodevole che ogni anno vengano organizzato i treni diretti ad Auschwitz-Birkenau. Ciascuno di noi dovrebbe, almeno una volta nella vita, andare nei luoghi dell’orrore perché visti da vicino si prova un’emozione fortissima che non si cancella e che aiuta a restare vigili nei confronti di ogni possibile rinascita di ideologie totalitarie e disumane. “Capire un’H” Lunedi 4 dicembre, ore 21.20 cinema 4 Mori ingresso gratuito
donatellanesti@libero.it

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