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martedì 26 marzo 2019

Al Museo della Città, col grande rettile di Pascali, tornano a vivere il premio Modigliani e l’arte contemporanea


(Simone Consigli) Livorno, 13 gennaio 2019 – Dopo il primo semestre di apertura per il Museo Cittadino dei Bottini dell’Olio è già tempo di bilanci. Il nuovo museo è stato un grosso salto di qualità per la vita culturale della città e nei fatti ha proposto, grazie agli enormi spazi a disposizione, una grossa mole di reperti archeologi, testimonianze storiche e opere d’arte che prima dell’apertura del nuovo polo espositivo non trovavano spazio a Livorno.
Livorno che pur essendo sede e proprietaria del materiale, non riusciva ad esempio a dare spazio alla magnifica collezione Chiellini con i suoi reperti di epoca etrusca e romana, oppure all’amplissima collezione di opere d’arte informale e astratta, che hanno fatto la storia prima del notissimo Premio Modigliani, famoso per l’innovazione in tutta Italia al pari del più famoso museo di Torino, poi del Museo Progressivo di Arte Contemporanea a Villa Maria, che ha animato la scena artistico-pittorica livornese fino agli anni Ottanta, in più agli interessanti prestiti dagli Uffizi tra i quali un pregiato Neri di Bicci, agli eccezionali pezzi dell’altare appartenenti alla antica Nazione Greca livornese e agli affreschi del 1200 miracolosamente scampati allo sfacelo del complesso dell’Eremo della Sambuca. Una mole enorme e un potenziale inutilizzato, giacente fino ad oggi nei magazzini del palazzo comunale e di Villa Mimbelli. “E’ troppo presto per un bilancio ma siamo soddisfatti dell’affluenza – dichiara Carlo Peveri, coordinatore del Museo Cittadino – il museo si propone non solo come centro espositivo ma anche come polo culturale, abbiamo la biblioteca e un programma di attività culturali connesse. Le sezioni e il materiale esposto – continua – rimarranno piuttosto statiche ad eccezione della sezione di Arte Contemporanea, talmente elevata è la mole di opere d’arte, che richiederà una rotazione. Le opere erano tutte conservate nei depositi di Villa Mimbelli”. Il segno “più” deciso e convinto lo merita l’allestimento della sezione di Arte Contemporanea.

All’interno del polo museale, il percorso accompagna il visitatore in questa sezione che assomiglia a una piccola Tate o a un Centre Pompidou in miniatura, all’interno della restaurata e sconsacrata chiesa barocca del Logo Pio. A farla da padrone è al centro, in mezzo al marmo bianco decorato, Il Grande Rettile di Pino Pascali, amato e conosciuto da tutti i livornesi, invece sui ballatoi e sulle altre pareti al piano terra sono esposte tutte le opere che hanno fatto la storia del Premio Modigliani e del Museo Progressivo, ovvero la storia del dibattito artistico livornese del dopoguerra tra macchiaioli e realisti da una parte e concettualisti dall’altra. Il tutto in vero stile avanguardista, con un piccolo Modigliani disegnato a matita e tanta voglia di sentirsi astratti, contemporanei e finalmente in pace, accettati e accolti.

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