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24 Novembre 2020

Patto per il lavoro in porto: imprenditori e sindacati finalmente a confronto dal 2012


Livorno, 7 marzo. Incontro significativo a palazzo Rosciano, sede dell’Autorità di Sistema Portuale, su iniziativa del presidente Stefano Corsini. I rappresentanti degli imprenditori (Confindustria e Assimprese) e dei sindacati Filt-Cgil, Uil Trasporti e Fit-Cisl sono tornati, dopo molto tempo, a confrontarsi nell’ambito del Patto per il Lavoro, sottoscritto nell’ottobre del 2012 per gestire l’allora crisi economica e occupazionale del porto di Livorno.
Nell’incontro sono state approfondite le possibili ricadute sul lavoro portuale determinate dalle recenti modifiche e integrazioni legislative alla riforma del sistema portuale italiano. Tra queste, la possibilità concessa alle Authority di utilizzare fino al 15 per cento dei proventi delle tasse di imbarco e sbarco per finanziare piani operativi di intervento “finalizzati alla formazione professionale per la riqualificazione o la riconversione e la ricollocazione” dei lavoratori portuali, uno dei problemi più scottanti e attuali del settore industriale, collegato alla ricollocazione della manodopera espulsa dalle aziende in crisi.
I componenti del Patto per il Lavoro hanno deciso di riunirsi a cadenza periodica per sviluppare strategie di ampio respiro che oltre allo scalo labronico riguarderanno anche il porto di Piombino, dal 2016 parte integrante dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. La ripresa dei contatti a distanza di sei anni apre nuove prospettive per cercare di offrire risposte più concrete alla domanda sempre crescente di occupazione specialmente tra la fascia di lavoratori ultracinquantenni.