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28 Gennaio 2022

Antonio Caprai alla Nasa (foto Caprai)

Pericolosità moderata non vuol dire pericolosità zero


(Antonio Caprai*) Livorno, 21 novembre 2021 – Ieri mattina, sabato 20 novembre, Livorno si è svegliata con un evento sismico di magnitudo 3,5 della scala Richter. La scala Richter esprime una misura della cosiddetta magnitudo, ovvero una stima dell’energia sprigionata da un terremoto nel punto della frattura della crosta terrestre, cioè all’ipocentro. Il sismo ha avuto un epicentro a 15 Km da Livorno, vicino alla faglia della Meloria che scorre parallela alla catena appenninica. L’ipocentro è a 13 chilometri di profondità (ipocentro, dal greco ὑπόκεντρον, centro al di sotto di un terremoto è il luogo a partire dal quale si libera l’energia elastica accumulata durante la deformazione della roccia, originando così il flusso di forze che genera il terremoto). Non è motivo di grande preoccupazione. Si è scaricata energia che se mantenuta poteva causare un sismo di più alta magnitudo Richter.

Diciamo subito che l’evento, a parte un po’ di spavento non ha causato danni a cose o persone. Livorno si colloca in una fascia di pericolosità “gialla”, quindi una pericolosità moderata. La causa del sismo può essere addebitata alla presenza della faglia costiera della Meloria che scorre parallelamente alla catena appenninica. Ovviamente la pericolosità moderata non vuol dire pericolosità zero, infatti a Livorno i sismi si sono susseguiti nel tempo e sono registrati sin dal secolo 17°, esattamente nel 1646 con una magnitudo ipotetica di circa 6 sulla scala Richter.

Purtroppo un evento sismico è ben lontano dal poter essere previsto. In tutto il mondo centinaia di scienziati si stanno prodigando per realizzare un protocollo che possa essere di supporto alla previsionalità di eventi sismici. Ci sono studi in particolare sulle emissioni radiogeniche, Radon in particolare, sull’ausculto del terreno in profondità e sulla ionizzazione atmosferica, oltre ad altri parametri che riguardano le emissioni gassose, la profondità delle falde acquifere e molto altro ancora. Alcuni studi riferiscono di anomalie nella concentrazione del gas radon in risalita dal sottosuolo, altre riguardano la misura della ionizzazione atmosferica che può produrre anche visivamente piccole “aurore boreali” in cielo oppure concentrazione di nubi statiche nel punto dell’epicentro.

A ottobre del prossimo anno avremo a Livorno una edizione dell’International Geo-hazard Research Society che raccoglie scienziati provenienti da circa 40 paesi e che si occupa prevalentemente dello studio dei precursori di pericolosità naturali, fra cui la sismicità. Attualmente nessuno e però in grado di prevedere quando e di quale intensità sarà un evento sismico, e nessuno può spacciare di poter, attraverso la “sfera di cristallo”, indicare luogo e data di un evento. Ancora il traguardo è assolutamente lontano dal poterlo affrontare con certezza. Ci sono luoghi nel mondo in cui qualche anomalia geochimica ha dato buoni risultati nella prevedibilità ma senza poter indicare né la magnitudo né il momento esatto del sismo. Comunque con nessuna ripetibilità di questa parametrizzazione in altri luoghi del nostro pianeta.

Dal prossimo congresso Igrs, del quale il sottoscritto è presidente, ci attendiamo di verificare i successi degli studi ma soprattutto i fallimenti, quest’ultimi spesso e volentieri importanti quanto i successi. A questo congresso parteciperanno scienziati della Nasa, delle università e centri di ricerca della Grecia, della Germania, del Giappone, dell’India, della Cina, della Corea del Nord, e tanti altri sia europei che dell’America Latina.

(*vulcanologo)

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