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26 Settembre 2020

Piombino: Cevital conferma gli impegni, il governo rassicura i lavoratori. Rossi: le banche cosa fanno?


(Massimo Masiero) Piombino, 29 giugno. La domanda riecheggiata più volte negli ultimi tempi tra i lavoratori in cassa integrazione a Piombino e tra i sindacati. E non ha trovato risposta sufficienti. L’ha fatta propria il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine della riunione del Comitato esecutivo dell’accordo di programma , che ha presieduto a Roma al ministero per lo sviluppo economico : “Vedo molti imprenditori italiani impegnati nel settore siderurgico e mi chiedo se dietro di loro ci siano istituti bancari italiani. Mi domando poi perché quegli stessi istituti non supportino adeguatamente il progetto industriale di Rebrab, il quale con tutti i ritardi e tutti i difetti del caso ha già impegnato a Piombino qualcosa come circa 130 milioni di euro”. Ed ha aggiunto che “riguardo a Piombino non si tratta né di piangere né di ridere, quanto piuttosto di continuare a lavorare in modo impegnato ed equanime” precisando, infine, che se a sostituire quella di Rebrab fosse la proposta di British Steel “che prevede il solo utilizzo dei laminati e di 700 lavoratori, allora smetto di fare il presidente della Toscana e avanzerò al Ministero dell’industria una mia proposta, perché a fare questo sono capaci tutti. Ma lasciare a casa 1.300 lavoratori è inaccettabile”. Una sottolineatura importante e parole chiare, che non lasciano interpretazioni diverse da quanto in passato è stato sempre sostenuto per la ripresa dell’attività produttiva dell’Acciaieria Aferpi, ex-Lucchini. Anche perché già all’inizio della crisi dagli industriali melallurgici settentrionali erano state sollevate perplessità sulla necessità effettiva di sostenere il polo siderurgico piombinese. Gli interessi che gravitavano intorno alle grandi industrie dell’acciaio spesso hanno colliso con quelle del futuro piombinese. Un aspetto non del tutto indifferente sul futuro economico dell’intero territorio, che comprometteva anche lo sviluppo della Val di Cornia e che si è tenuto sotto traccia anche per motivi politici. Ed è altrettanto comprensibile che gli investimenti indirizzati su Piombino facciano gola ad altri gruppi imprenditoriali agguerriti e pronti a competere sul piano internazionale. Intanto a Roma il cronoprogramma per Piombino, costruito insieme da Regione e Comune, prosegue e “prevede che entro ottobre si arrivi all’approvazione definitiva della variante urbanistica, condizione indispensabile perché possa essere realizzato l’intero piano di reindustrializzazione dell’area. All’incontro del Comitato esecutivo, oltre a Enrico Rossi hanno partecipato il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, e rappresentanti dei ministeri del lavoro, dei trasporti, di Invitalia. Per la Regione hanno partecipato anche l’assessore regionale al lavoro, Cristina Grieco e il consigliere del presidente per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini. L’approvazione della variante permetterà di avviare nel 2018 i lavori di bonifica a carico di Aferpi per un importo di quasi 20 milioni.
“Abbiamo poi compiuto – ha aggiunto Rossi – una verifica sulle altre opere di bonifica a carico di Invitalia. Le procedure stanno andando avanti e abbiamo la ragionevole certezza che entro il 2018 partiranno anche gli interventi pubblici per un importo di circa 50 milioni di euro. È un fatto positivo perché 70 milioni di bonifiche non sono certo un intervento di poco conto”.
Il 7 giugno scorso Aferpi ha inviato una lettera a Comune e Regione dichiarandosi disponibile ad avviare una serie di interventi di pulizia e disinquinamento nei quali impegnare anche un certo numero di lavoratori adeguatamente formati. La Regione ha quindi deciso insieme al Comune di convocare a Firenze Aferpi per capire come intenda procedere in questa direzione, che giudica molto positiva.
“Ho poi riferito – ha detto Enrico Rossi – degli incontri avuti a Bruxelles relativamente a Piombino. La Commissione aiuti di Stato sta verificando la possibilità che noi possiamo allocare 30 milioni di euro di fondi europei sul progetto di riconversione ecologica della siderurgia di Piombino. Ci sono buone probabilità di poterli erogare a certe condizioni. A questi potremmo aggiungere i 20 milioni del nostro fondo rotativo a favore degli interventi che Aferpi dovrà fare per riavviare i processi produttivi”.
Secondo il presidente Rossi l’uno e l’altro intervento hanno senso se si potranno fare d’intesa con il Governo e “dentro un quadro di certezze che solo l’esecutivo nazionale può dare attraverso la stipula del nuovo Accordo di programma con Aferpi”.
Nello stesso tempo è stato chiesto al rappresentante del Ministero dei trasporti una verifica sul problema della cosiddetta bretella. Sono già stati stanziati 25 milioni mentre risulta che non c’è ancora certezza sull’erogazone degli altri 25. Anche su questo sarà fatta una verifica. Sul porto di Piombino la Regione Toscana ha già finanziato interventi per circa 300 milioni e che l’intervento della bretella sarebbe al momento l’unico intervento a carico del Governo nazionale.
La vicenda piombinese è giunta in una fase considerata “delicatissima”, secondo Enrico Rossi. perché sono in corso, sotto la vigilanza del Ministero, le trattative con Aferpi in merito agli impegni che l’azienda dovrà assumersi per l’attuazione del piano industriale, ma anche sul versante della ripresa produttiva e della realizzazione degli impianti logistici. A ciò si deve aggiungere la questione del contratto di solidarietà e delle garanzie che devono essere fornite ai lavoratori sul loro reddito, su cui abbiamo chiesto impegni precisi da parte del Governo.
E su questo aspetto, che aveva tenuto in fibrillazione i lavoratori di piombino, in un comunicato stampa è stata precisata la posizione dei ministeri del lavoro e dello sviluppo economico, in un comunicato hanno assicurato sulla possibilità di continuare a garantire ai lavoratori l’attuale trattamento economico. Sarà il governo, ha spiegato l’assessore Cristina Grieco, che ha immmediatamente chiesto chiarimenti al ministero del lavoro, a coprire fino a tutto il 2018 la differenza rispetto alla retribuzione che deriverebbe dall’applicazione della nuova normativa attualmente in vigore.
“Come Regione non possiamo che prendere atto della soluzione prospettata che garantisce ai lavoratori un trattamento retributivo non inferiore a quello attuale – ha commentato l’assessore – Questo provvedimento, insieme alla possibilità di proroga della mobilità in deroga e all’annunciato, come imminente, sblocco dei 30 milioni del sostegno al reddito delle politiche attive, può rappresentare una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in particolare per Piombino, Livorno e le aree di crisi della Regione”.
Sull’ipotesi prospettata dal Governo c’è bisogno di certezze e “per questo”, sono stati fatti gli approfondimenti necessari affinché non ci siano arretramenti economici e le erogazioni dei contributi ai lavoratori siano puntuali. Non sarebbe accettabile un periodo senza stipendio per questioni burocratiche. Ha precisato Rossi. E nel prossimo incontro si cercherà “di capire meglio cosa sta facendo il Governo sul nuovo contratto con Rebrab”.