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venerdì 23 Agosto 2019

Presentato a Pisa il film Dafne di Bondi, premiato a Berlino


(Donatella Nesti) Pisa, 17 aprile 2019 – Il regista fiorentino Federico Bondi aveva stupito e raccolto molti premi con la sua opera prima “Mar nero”, con una splendida Ilaria Occhini, e non si smentisce con “Dafne”, presentato nella sezione Panorama al Festival di Berlino 2019. Il regista ha presentato la pellicola al cinema Arsenale di Pisa insieme alla protagonista, una eccezionale Carolina Raspanti, ragazza con sindrome di down dotata di spirito e battuta pronta.

Dafne ha trentacinque anni, un lavoro che le piace, amici e colleghi che le vogliono bene. Ha la sindrome di Down e vive insieme ai genitori, Luigi e Maria. L’improvvisa scomparsa della madre manda in frantumi gli equilibri familiari: Dafne è costretta ad affrontare non solo il lutto ma anche a sostenere Luigi, sprofondato nella depressione. Grazie all’affetto di chi le sta intorno, alla propria determinazione e consapevolezza, Dafne trova la forza di reagire e cerca invano di scuotere il padre. Fino a quando un giorno accade qualcosa di inaspettato: intraprenderanno insieme un cammino in montagna verso il paese natale di Maria e, nel tentativo di guardare avanti, scopriranno molto l’uno dell’altra. Vincitore del Premio Fipresci nella sezione Panorama dell’ultima Berlinale.

Alla richiesta di come sia nata l’idea del film, il regista ha risposto: “Un giorno, qualche anno fa, vidi alla fermata dell’autobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Dafne nasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosità in un mondo che non conoscevo, finché ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita. Sul set, la sua presenza si è rivelata un esempio per tutti: Carolina non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con matura serenità. In un mondo che ‘obbliga’ all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza (esiste ormai anche la pillola per il lutto!), Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione in cui ci troviamo e di viverla pienamente. La scomparsa improvvisa della madre segna un punto di non ritorno nella vita della ragazza, che ora deve affrontare non solo i suoi problemi ma anche quelli del padre. A partire dalla complementarietà dei loro bisogni, in un momento così drammatico e doloroso, la parabola del loro rapporto offre un’opportunità per entrambi: Dafne è la storia di una “ripresa”, come ottimismo e volontà di superamento. Un invito, almeno negli intenti, ad abbandonare l’atteggiamento rigido del pregiudizio e sentimenti come la paura, a volte persino l’orrore o più spesso la compassione davanti al “diverso”, grazie all’ironia (la forza più evidente del carattere di Carolina, dotata di un umorismo spiazzante e imprevedibile) e, contemporaneamente, all’estrema serietà di cui la ragazza si fa portavoce: per lei la vita è una lotta da affrontare a viso aperto!”. Un film genuino e sincero con un finale commovente.

Vera mattatrice della serata, Carolina con i suoi capelli colorati, il sorriso aperto, la voglia di comunicare a tutto il pubblico l’entusiasmo per il lavoro svolto e la voglia di vivere anche se con momenti difficili, del resto come ammette: “Nessuno è perfetto”.

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