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28 Gennaio 2021

Raffineria di Stagno, i vertici dell’Eni hanno incontrato Antolini e Salvetti


Livorno, 17 luglio 2019 – Il sindaci di Collesalvetti e di Livorno, rispettivamente Adelio Antolini e Luca Salvetti, hanno incontrato oggi, mercoledì 17 luglio, i vertici dell’Eni, che hanno illustrato le attività della raffineria di Stagno, che è salita alla ribalta delle cronache dopo che, negli ultimi giorni, si è diffusa la notizia del progetto dell’azienda Eni di realizzare in quell’aria un impianto capace di trasformare i rifiuti solidi urbani e la plastica non riciclabile in carburanti ed intermedi per la produzione di plastiche pregiate.

I vertici aziendali hanno descritto la parte tecnica del progetto di studio e hanno illustrato, prima ad Antolini e poi a Salvetti, le procedure che potrebbero portare all’installazione del nuovo impianto di trasformazione. L’Eni sta svolgendo egli studi sulle condizioni di fattibilità tecnico-economica e autorizzativa dell’impianto che prevede la gassificazione di plastiche non riciclabili e combustibile solido secondario per la produzione di metanolo. Il processo industriale non produrrebbe emissioni dirette in camino, a differenza degli inceneritori.

“Nei prossimi anni potrebbe essere qui realizzato un innovativo impianto che trasforma i rifiuti solidi urbani e la plastica non riciclabile in carburanti ed intermedi per la produzione di plastiche pregiate”, spiega in una nota stampa l’azienda petrolifera. “Un processo industriale innovativo, nel segno dell’economia circolare, che utilizza uno schema industriale già noto all’industria petrolifera, con impianti di gassificazione di materie prime fossili già presenti in Italia”.

Il percorso, se ritenuto compatibile con l’ecosistema, dovrà essere sviluppato d’intesa con il Comune di Livorno e di Collesalvetti che, naturalmente, hanno il dovere di tutelare in via prioritaria i loro cittadini e l’ambiente più che il consolidamento della realtà aziendale dell’Eni.

“Il successo del progetto in studio a Livorno, che ricompone l’idrogeno e il carbonio contenuti nei rifiuti in metanolo, permetterà di valorizzare materie prime di scarto e, nel contempo, un considerevole risparmio di produzione di anidrite carbonica rispetto alla gestione di tali materie prime mediante termovalorizzazione”, si legge ancora nel comunicato stampa.