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29 Settembre 2020

Regionali, il Pci dopo i decreti sul coronavirus


Firenze, 8 marzo 2020 – A causa delle disposizioni che introducono misure straordinarie contro la diffusione del coronavirus Covid-19 e per la tutela della salute dei cittadini, dal momento che “in applicazione dei diversi decreti del Governo e delle conseguenti ordinanze emanate della Regione Toscana, in molti Comuni toscani si sta vietando l’uso del suolo pubblico per la raccolta delle firme finalizzate alla presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio regionale”, decretando di fatto “una sospensione della raccolta delle stesse”, il segretario regionale del Pci, Marco Barzanti, e il responsabile dell’organizzazione nazionale del partito, Patrizio Andreoli, hanno diffuso quest’oggi, domenica 8 marzo, una lettera inviata ieri al presidente della Regione, Enrico Rossi, agli assessori e ai gruppi regionali, per conoscenza al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ai rappresentanti dell’Anci e dell’Upi, per chiedere, come evidenzia una nota stampa del Pci toscano, quanto segue.

Nel caso venga confermata la data del prossimo 31 maggio per lo svolgimento delle elezioni regionali, che si applichi anche alle liste e/o ai gruppi politici attualmente non presenti in Consiglio regionale quanto previsto dall’art. 11, commi 3 e 3 bis, Lr 51/2014, laddove si rende possibile “per le liste circoscrizionali che sono espressione di gruppi consiliari costituiti almeno sei mesi precedenti la data di convocazione dei comizi elettorali”, la partecipazione alle elezioni sulla scorta della presentazione “di dieci firme di elettori ed elettrici iscritti nelle liste elettorali dei Comuni compresi nella Circoscrizione”; oppure “nel caso di gruppi costituiti successivamente ai sei mesi precedenti la data di convocazione dei comizi elettorali”, che il numero di firme da raccogliere sia “ridotto ad un terzo”.

Nel caso, invece, le elezioni siano rinviate a dopo il 31 maggio, che vengano riconosciute valide le firme già raccolte ed autenticate, anche se il rinvio dovesse andare ben oltre il primo semestre dell’anno, al fine di applicare una moratoria dei termini e dei tempi previsti dalla normativa per la raccolta delle firme stesse, in considerazione dell’attuale periodo di forzata interruzione ed inapplicabilità della normativa regionale vigente.