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30 Settembre 2020

Riina e la morte dignitosa


(Andrea Jardella) La Cassazione ha affermato che Totò Riina merita gli arresti domiciliari per avere una “morte dignitosa” . Una morte dignitosa che il pluriomicida,stragista condannato a più ergastoli,non concesse alle sue vittime. Fra le quali Falcone, Borsellino , il generale Della Chiesa ,quelle di via dei Georgofili e altre ancora. Una concessione,pertanto, che non merita di essere fatta,perché non si è mai pentito e perché Partinico,con la sua presenza ,si trasformerebbe in icona della mafia, essendone,lui,il capo. Con la possibilità,inoltre,che voglia continuare a dare ordini,anche se a gesti e con segnali di assenso o dissenso. C’è da dire,infine,che anche nelle carceri,sono garantite cure adeguate come quelle prestate in favore di altri detenuti, meno famosi, che sono morti e muoiono con le cure necessarie. Come è stato per Provenzano, al quale,prima di morire, furono negati gli arresti domiciliari.