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7 Aprile 2020

Rimozione portuale


(Franco Concetto) Livorno, 19 febbraio 2020 – Non che la notizia non sia stata riportata dalle varie testate giornalistiche di Livorno, anzi lo è stata, ma il terremoto giudiziario che potrebbe abbattersi sul porto di Livorno con il rinvio a giudizio di ben otto persone, tra cui il presidente Stefano Corsini e il direttore generale Massimo Provinciali dell’Autorità portuale del Tirreno settentrionale, avrebbe forse meritato, a nostro avviso, una ben maggiore risonanza mediatica.

La vicenda è conosciuta e spetterà alla Magistratura stabilire se gli indagati, che sono stati mandati a processo dal giudice per l’udienza preliminare Mario Profeta, sono innocenti o meno. Tuttavia è certo che già l’invio a giudizio di alcuni nomi eccellenti della portualità livornese rappresenta un qualcosa su cui, probabilmente, valeva la pena soffermarsi di più anche per approfondire le eventuali conseguenze e gli scenari futuri.

Assieme a Corsini ed a Provinciali, detto per inciso, è indagato l’ex dirigente dell’area demanio dell’Autorità portuale, Matteo Paroli, oggi segretario generale dell’Autorità portuale di Ancona. Inoltre il gup Profeta, sulla base dell’inchiesta svolta dalla Guardia di finanza e coordinata dal procuratore capo Ettore Squillace Greco, ha sottoposto a procedimento anche gli imprenditori portuali Costantino Baldissara, Massimiliano Ercoli, Luca Becce, Federico Baudone e due Corrado Neri, tra loro omonimi. La Procura, nel complesso, contesta agli indagati il presunto utilizzo continuativo di alcune banchine pubbliche con autorizzazioni trimestrali invece che con la necessaria autorizzazione in concessione.

Il sistema mediatico locale, che molto si era soffermato sull’avvio dell’inchiesta, a nostro parere non ha fatto altrettanto in questa circostanza. E’ come se la stampa cittadina, a questo giro, non abbia voluto indagare, approfondire, la prospettiva, non piacevole per il sistema portuale di Livorno, che si aprirebbe qualora anche uno solo dei rinviati a giudizio sia condannato. Viene il dubbio che rispetto al terremoto politico e gestionale che giocoforza si abbatterebbe sul porto livornese, per adesso, si è preferito non fare supposizioni, congetture, illazioni.

Sarebbe interessante analizzare il ruolo e la funzione della stampa locale rispetto ai poteri cittadini e in particolare ai poteri che governano il porto. Questo perché, ripetiamo, non può passare inosservato, quantomeno a chi segue con attenzione le vicende livornesi, il non adeguato risalto dato a questa potenzialmente deflagrante vicenda. Ma non è nostra intenzione fornire spiegazioni. Non spetta a noi. Ci limitiamo dunque, in questa sede, a registrare quanto accaduto e ad ipotizzare una sorta di “rimozione” della stessa. Il tutto, chiaramente, aspettando il giudizio della Magistratura.