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28 Settembre 2020

Rotary, la Giornata Mondiale per debellare la polio


(Massimo Masiero) Livorno – 19 gennaio. “Polio World Day” , la giornata mondiale contro la polio, è stata celebrata oggi, ed ha per obiettivo entro il 2019, quello di porre la fine della poliomielite nel mondo: una battaglia che si collega all’impegno della Rotary Fondation, nata ad Atlanta nel 1917, dodici anni dopo il Club di Chicago del 1905, sorto per portare avanti valori ideali e comuni di solidarietà e di servizio al prossimo, di rispetto e accoglienza delle diversità e di leadership professionali e di etica. Oggi i rotariani sono un milione e duecentomila in oltre 35mila club. I Rotary Club Livorno e Mascagni hanno ricordato insieme questo impegno. Esso si aggiunge, ha detto il presidente del Rotary Club Livorno, Augusto Parodi (al centro della foto durante il suo intervento) agli altri progetti sulla fornitura di acqua potabile ad oltre l’80 per cento della popolazione del Ghana per combattere la filaria di Medina; alla riduzione dell’infezione HIV in Liberia, dove i rotariani aiutano le donne a farsi testare all’inizio della loro gravidanza e negli ultimi due anni, con le cure prenatali, hanno ridotto il numero di nuove infezioni da HIV nei neonati del 95 per cento. L’impegno attuale è porre fine alla polio per sempre. I soci del Rotary hanno speso oltre 30 anni a combatterla, hanno svolto un ruolo chiave nel portare il mondo sulla soglia dell’eradicazione della malattia, contribuendo ad estirparla in 122 Paesi e creando anche altri interventi prioritari nel campo della salute, come l’Ebola. Parodi ha sottolineato che oltre a dedicare risorse e impegno personale all’attività di service in ambito sociale, a sostegno della cultura e a favore dei giovani, adesso il Rotary è impegnato in questo altro progetto umanitario della Fondation proprio per debellare la poliomielite a livello mondiale. E’ una malattia che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore ai cinque anni.
Il programma Polioplus, ha detto Simonetta Starnini, rappresentante del Rotary Club Livorno Mascagni, rimarrà esempio di collaborazione tra privato e pubblico nella lotta alle malattie diffusive. I vaccini sono un’ottima assicurazione sulla vita, assicurano benessere e progresso, ma negli ultimi anni si è assistito all’emergere di diffidenza e oppositività a queste pratiche preventive, quasi sempre infondate e trasmesse mediaticamente, che ha favorito una ridotta percezione del rischio e l’abbassamento della guardia su alcune malattie che potrebbero diventare nuovamente e drammaticamente attuali. E’ recentissima la promulgazione, da parte del Ministero della Salute, dei nuovi Lea, che elencano tutte le prestazioni che la Sanità Pubblica offrirà gratuitamente ai cittadini e che comprendono molti vaccini, a testimonianza di quanta attenzione si pone alla sensibilizzazione e all’informazione sulla prevenzione oggi nel nostro paese: è in corso una vera battaglia sul campo della disinformazione, che vede il Rotary in prima linea da quando, nel 1978, il board del Rotary International discusse e varò il progetto di una massiccia campagna sanitaria di immunizzazione con l’obiettivo di farne il primo maggiore progetto internazionale nell’ambito del programma 3H (Health, Hunger and Humanity).
Massimo Nannipieri , assistente del governatore per l’Area Tirrenica Tre, ha illustrato il progetto nato negli anni 1980-1985 in Italia da parte del Club di Treviglio con una campagna di vaccinazioni nelle Filippine. E’ stato in seguito un grande successo mondiale, anche se rimangono tre paesi endemici a fine 2016: Nigeria, dove dopo due anni a zero lo scorso anno si sono avuti tre casi, Afghanistan e Pakistan dove se ne sono avuti 34 contro i 74 del 2015. Rotary e Organizzazione mondiale della sanità si sono dati l’obiettivo zero per il 2019, il programma di spesa dei tre anni è di 7 miliardi di dollari, di cui 5,7 già a disposizione. Prevede vaccinazioni sul campo di personale rotariano, “foot soldiers”, per il quaranta per cento nei tre paesi endemici, e per il sessanta per cento in altri settanta paesi nel mondo.
E’ ridotta al 99,9 per cento sin dal 1988 e si può prevenire con un vaccino. Finora il Rotary ha immunizzato oltre 2,5 miliardi di bambini in tutto il mondo.
Il dottor Giovanni Cei, Rotary Club Mascagni, si è soffermato sulla storia del progetto ed ha posto l’accento sulla necessità della vaccinazione, adesso sotto il 95 per cento. E il dottor Fabio Matteucci, Rotary Club Livorno, ha spiegato la malattia, il suo sviluppo e i sintomi dal punto vista storico e epidemiologico. masierolivorno@gmail.com