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29 Novembre 2020

Se questo è un derby


(Luca Aprea) Livorno, 22 novembre – La partita tanto attesa alla fine sarà un flop. Comunque vada sul campo. Le autorità pisane non hanno fatto sconti e sono rimaste sorde a ogni appello per cercare di salvare il salvabile. La capienza della vecchia, e fatiscente, Arena Garibaldi resta inchiodata a 8600 posti. I biglietti per i tifosi livornesi 400: nessuna deroga. Nonostante le pressioni dei tifosi e i tentativi delle due società non c’è stato niente da fare. Un derby è tale solo con i tifosi, altrimenti, semplicemente, non è. Archiviato il fallimentare esperimento della Tessera del Tifoso che aveva “neutralizzato” gli ultimi due derby in Serie B l’attesa per i due match di questa stagione era febbrile. La data del 26 novembre la prima ad essere cerchiata in rosso al momento della stesura dei calendari. Tutto inutile.

I tifosi amaranto hanno considerato, comprensibilmente, un affronto l’irrisorio numero di tagliandi concesso loro e hanno reagito in modo compatto decidendo di disertare l’appuntamento più atteso della stagione. E con la Nord e i club si sono schierati anche i rivenditori cittadini che hanno deciso di “boicottare” la vendita dei biglietti. Stessa musica sulla sponda nerazzurra: la Curva Nord “Maurizio Alberti” ha deciso di rimanere fuori, in segno di solidarietà con i cugini labronici ma anche, e soprattutto, per denunciare l’annoso problema stadio. Tema purtroppo di grande attualità anche a Livorno. L’annunciato “tutto esaurito” che nelle ultime ore ha fatto sobbalzare i livornesi è semplicemente una non-notizia. Si tratta infatti di un calcolo che considera come “occupati e presenti” gli abbonati pisani che però, come detto, resteranno fuori.

E allora basta retorica. Domenica si giocherà “solo” Pisa-Livorno, una partita di campionato molto importante. Nient’altro. Il derby, quello vero, è un’altra cosa.