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lunedì 19 Agosto 2019

Silvana, Emilio e il Pinone, una sorta di favola moderna a Marciana Marina


(Stefano Bramanti) Marciana Marina, 10 agosto 2019 – Marciana Marina, ovvero il paese dove certe favole si avverano? Il concetto bizzarro lo suggerisce una curiosa storia, romantica e un po’ magica. L’abbiamo ricostruita grazie ad alcune testimonianze e ne viene fuori una vicenda un po’ alla libro “Cuore”.

I protagonisti sono il Pinone secolare che troneggiava sul lungomare, Silvania Olivari Manuguerra ed Emilio Onetto, due anziani, amici di vecchia data, che spesso sedevano sotto l’enorme pianta per chiacchierare in pace, protetti proprio dai grandi rami, ricordando il passato e parlando pure, da accesi tifosi, della loro squadra di calcio preferita: la Juve. E ha dato il giusto input sulla “favola” Piero Landi, titolare del ristorante Rendez-vous, locale che si trova vicino all’area marinese dove si sono svolti i fatti. “Ogni volta che penso a questo episodio mi vengono i brividi”, ci ha detto. Ebbene, i tre soggetti di cui si parla risultano, oltre che legati in vita, legati pure nel momento dell’addio alla vita. Hanno lasciato questa terra con una regia speciale, qualcuno azzarda e dice: non umana. Non solo. Emilio aveva previsto ciò che poi è accaduto. Andiamo al sodo. Lui si è spento, prossimo ai 94 anni, il 12 maggio scorso, la 82 enne sua amica il giorno dopo ed entrambi hanno avuto il rito funebre la mattina del 14. Quella stessa sera, dopo cena, in una situazione di calma di vento, il pinone è crollato al suolo. Anche lui era arrivato al capolinea e del resto non aveva più da accogliere sotto di sé i due amici. Anche noi di Costa Ovest abbiamo riportato lo schianto del pinone, ma pochi allora sapevano del legame a tre. “L’enorme fusto sbilenco ha ceduto di colpo. Fu messo a dimora, in modo sbagliato, non ben dritto, nei primi anni del ‘900, secondo la memoria popolare”. Così ci aveva detto Renato Giombini, ex comandante della Forestale. Quindi la grande pianta, dal baricentro a rischio per oltre 100 anni, non ha più retto al peso delle notevoli ramificazioni e, dopo aver fatto il suo dovere così a lungo, ecco che, come se avesse sentimenti umani, ha scelto di cedere proprio in quel momento: “sapeva” che i due suoi amici non potevano più andare a trovarlo, quindi “si è guardato intorno e visto che non c’era anima viva si è lasciato andare la sera del funerale di Emilio e Silvania”. Ci hanno rimesso solo delle auto, ma quelle non hanno un’anima e il comune pagherà probabilmente i danni.

Ma chi erano i due anziani? Abitavano entrambi in piazza della Vittoria, sul lungomare, proprio davanti al maxi pino; area diventata nota anche per la presenza dello scenico Barlume, quello dei filmati Sky. E in quello storico piazzale, con il monumento ai caduti, i due amici si parlavano, oltre che seduti nella panchina sotto il pino, anche dalla finestra o dal balcone, dove la donna esponeva spesso la bandiera bianconera juventina. Entrambi seguivano ogni avventura della squadra più ricca d’Italia ed avevano da gioire di frequente. Nicoletta Olivari Manuguerra, la figlia di Silvania e Anna Onetto figlia di Emilio, ci hanno dato altre notizie. “Mia madre- ha detto la prima- era una donna forte e gioiosa, rimasta vedova. Era una casalinga, ma ha pure lavorato per necessità. Era invalida di guerra: trovò una penna nel dopoguerra, che non era tale: era una bomba “mascherata” che le scoppiò in mano. Perse alcune falangi della mano sinistra. Nel 1999 il marito se ne andò all’estero lasciandola sola, con due figli. Non si arrese e lavorò tenacemente, per provvedere alla prole. Lo fece per 25 anni impegnata in un bar e in una pescheria. Per quanto era stanca, ogni tanto, nelle pause, si addormentava. Mamma ha lasciato me e mio fratello Alessandro e i nipoti Ivan, Domingo, Anita e Noemi, avendo pure una nuora, Francesca e il genero Giovanni, comandante della Forestale locale. Era benvoluta da tutti e ci manca tanto”. Ed Emilio? “Mio padre- ha riferito Anna – era di stirpe ligure, è stato promotore del turismo facendo venire molti suoi amici qua in vacanza ed ha aiutato tanti marinesi in modo disinteressato. Insieme alla mia mamma, Maria Cesira Provenzali, che ora non c’è più, aveva aperto una libreria, una tabaccheria e poi sotto casa un’agenzia immobiliare. Era molto stimato in paese, una persona speciale. Manrico Murzi scrittore, ha detto alla morte del mio babbo <<Con Emilio se ne va un pezzo di storia dell’Elba, un galantuomo che resterà in tanti cuori>>. Con Silvania si volevano molto bene, lei veniva spesso a casa da noi e insieme vedevano i giornali, compresi quelli sportivi e si gustavano le imprese della Juve. <<Il pino è davvero più grande di me>> commentava ogni tanto mio padre ricordando la giovinezza e ultimamente aveva affermato <<Quando lascerò questa terra il pino mi seguirà>>. Una cosa che si è realizzata davvero. Sono rimasta solo io con mia figlia Alba, mentre mio fratello Francesco purtroppo è mancato anni fa e quindi ci sono i nipoti Francesca e Edoardo, figli di mio fratello“. Chiudiamo allora il sipario su questa storia romantica e molto insolita, di cui forse sentiremo parlare ancora.

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