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lunedì 9 20 Dicembre19

Stagione di funghi all’Elba, dove è attivo lo sportello micologico dell’Asl


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 22 novembre 2019 – Stagione di funghi all’Elba, stagione di intossicazioni potenziali. Un caso si è avuto di recente. E vediamo subito i consigli che l’Asl isolana fornisce, oltre a dare un servizio di consulta gratuito, con uno specifico sportello micologico, che esiste in ogni zona dell’Usl Toscana Nord Ovest.

Queste le regole essenziali per i cercatori di funghi. Non raccogliere funghi che non si conoscono; in caso di incertezza rivolgersi sempre al servizio micologico dell’Asl; non raccogliere funghi troppo maturi ed eliminare nel pulirli le parti difettose; ricordare che esistono allergie e intolleranze anche ai più comuni funghi commestibili; consumarli con moderazione.

In caso di sospetta intossicazione, portare con sé al pronto soccorso gli avanzi dei funghi o i resti delle puliture. Infine, a richiesta, è possibile ottenere corsi rivolti ai cittadini, per imparare a riconoscere i funghi edibili da quelli velenosi e magari gestire pure incontri nelle scuole. A Portoferraio, come detto, questa è stata la sentenza del pronto soccorso dell’ospedale isolano, “Sospetta intossicazione da Amanita phalloide”. E l’uomo è stato inviato alle strutture sanitarie fiorentine, per ulteriori approfondimenti. Presentava una sindrome gastroenterica dopo aver mangiato funghi, raccolti nei boschi isolani. E quindi ribadiamo quanto sia utile lo sportello micologico, presente nella palazzina Asl di San Rocco, a Portoferraio.

L’orario del servizio, gratuito, dal 1 settembre al 15 dicembre, si svolge dalle 11 alle 13 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. Ma è possibile essere ricevuti anche in altri giorni feriali, prendendo intese ad hoc chiamando lo 0565926808, chiedendo del dottor David Gattulli. L’esperto esamina i funghi raccolti, dopodiché fornisce la sentenza, con tanto di rilascio di una certificazione che attesta se sono edibili o no. E i casi di intossicazione non sono rari sull’isola, infatti, secondo un rapporto statistico , riportato nella tabella sottostante, 17 soggetti all’Elba, dal 2015 ad oggi, si sono dovuti rivolgere ai sanitari per colpa dei funghi. I dati sono stati forniti dal dottor Francesco Verdigi responsabile dell’Ispettorato Micologico dell’azienda Toscana Nord Ovest.

Tabella delle intossicazioni per funghi all’isola d’Elba, 2015-2019, Asl Toscana Nordovest

La tabella dice che sono oltre 200 gli intossicati nel periodo considerato. E per fortuna 2181 persone si sono recate presso gli uffici, come quello portoferraiese, per non sbagliare, tutelando la salute. Nel 2018 nella Asl Toscana Nord Ovest sono stati 32 i casi di intossicazione da funghi, 6 dei quali provocati da ingestione di Entoloma Lividum confuso per Clitocybe nebularis, conosciuto popolarmente come Cimballo, Cimballo moro, Paralengo, Grigio, Nebbione, Cicciola grigia. Anche il Cimballo è una specie tradizionalmente consumata ma che oggi, dopo attenti studi, è stata ritenuta responsabile di intossicazioni. Non va meglio il 2019 e la stagione non è ancora finita-

La dottoressa Costanza Pierozzi, coordinatrice del Centro di riferimento regionale sulle tossinfezioni alimentari, dice: “Le intossicazioni nella quasi totalità dei casi si hanno con funghi raccolti da privati cittadini. E spesso non raccolti direttamente, ma ricevuti in regalo Capita poi il caso grave, se non addirittura il morto, E’ indispensabile rivolgersi ai Centri micologici, che suggeriscono anche come pulire il fungo edibile prima della sua cottura. Ma si sappia che anche il fungo buono da mangiare (edulo, ndr) è sempre portatore di tossine. Non si deve mai eccedere in quantità. Si sono avuti casi di malore dopo aver mangiato tanti, troppi, porcini”. 

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