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1 Dicembre 2020

Sulla via di Santiago de Compostela: il diario del regista pellegrino


(Beppe Ranucci) Sulla via di Santiago de Compostela. 30 maggio. All’aeroporto di Pisa c’è molta gente, soprattutto giovani . Il tempo è bello e fa caldo. I controlli dei bagagli e dei passeggeri sono abbastanza blandi. Il volo è pieno e si parte in ritardo, alle 14 e 20. Il viaggio è tranquillo, anche se le poltrone non sono comode. Prima del decollo, solita spettacolino mimato delle hostess sul modo di comportarsi in caso di incidente. Nessuno sta attento e del resto non è che le spiegazioni mimate siano facilmente comprensibili. Dio non voglia che ci sia un incidente. Le spiegazioni andrebbero a farsi benedire!
Atterraggio a Francoforte alquanto brusco. Ma tutto ok. Scendendo dalla scaletta ci si accorge che la temperatura è molto più bassa che a Pisa. Di nuovo controlli, ma questa volta molto più severi. Siamo obbligati a trasferire i liquidi in buste di plastica trasparenti. Passato il controllo, ora c’è da aspettare due ore buone. Anche in questo aeroporto c’è molta gente. La tipologia è molto varia. Al check- in ci sono anche molti passeggeri con gli zaini: sicuramente avranno il nostro stesso itinerario.
Allle 18 e 30 si parte da Francoforte. Aereo un po’ meno affollato. Volo tranquillo e si arriva a Santiago alle 21,30. Siamo finalmente in Spagna, nella regione della Galizia. Fa meno freddo e c’è ancora un po’ di luce del sole. Dopo la verifica dei documenti si va fuori dell’aeroporto per vedere come arrivare all’albergo di Santiago che è distante una ventina di Km. Dobbiamo prendere un taxi. Dopo un quarto d’ora siamo arrivati. Non all’albergo, ma ad un circolo ricreativo, dove c’è gente che mangia e guarda una partita alla Tv (Barcellona con un’altra squadra della Liga Spagnola). Il gestore ci riceve cordialmente e ci porta all’albergo che dista una ventina di metri. E’ un bel complesso con poche stanze, ma tutte pulite e ben arredate. Ci riposiamo un attimo, ci sistemiamo e poi ritorniamo subito al circolo ricreativo per mangiare .
Nel circolo c’è un bel clima. Gente che beve, che mangia e guarda la partita alla TV. L’ambiente è molto famigliare e piacevole. Mangiamo dell’ottimo spezzatino di carne, una frittata di patate ed insalata, innaffiato da un gradevole vino bianco. Aspettiamo che finisca la partita ( Barcellona vince) e si va a letto. Domani andiamo a Santiago per arrivare poi a Sarria, per cominciare da Lunedì la camminata nuovamente verso Santiago.
Ci svegliamo presto. La giornata è bella, ma fa freddo. Andiamo a fare colazione nello stesso bar della sera. Poi ci carichiamo dello zaino e via verso Santiago a piedi. Ci saranno da fare circa due km. Sono le 9. La strada è in discesa ed è già segnalata con le frecce gialle e la conchiglia con direzione Santiago. Sulla strada incontriamo una persona anziana che ci indica la strada più corta per arrivare al centro di Santiago. Intanto ci dà una serie di notizie sulla città e sulla storia della cattedrale. Man mano che ci avviciniamo al centro, aumentano le persone ed i pullman. Poi dopo aver attraversato una stradina, si apre improvvisamente davanti a noi la grande piazza della cattedrale. Ci sono molti turisti e c’è grande animazione . La cattedrale è veramente solenne, anche se purtroppo è incartata per lavori di ristrutturazione che sono cominciati nel 2014 e che dureranno ancora qualche anno. C’è in giro la gente più strana. Turisti , ma in special modo, viaggiatori con zaini pesanti, sacchi a pelo ed addirittura pentolini che sbucano da tutte le parti. Ci sono anche dei ciclisti che certamente hanno fatto o faranno la camminata …..in bici. La cattedrale , gli altri edifici storici e le belle piazzette ci fanno entrare di colpo nel Medio Evo. Raggiungiamo una villa dove c’è molta gente che prende il sole. Ora fa caldo. Dei ragazzi sono sdraiati sull’erba. Io mi cambio, perché ho sbagliato vestiario e sono tutto sudato. Mi faccio delle foto con due vecchiette che sembrano befane ( sono delle statue). Intanto Francesca, mia figlia, si è accorta che per arrivare a Sarria non ci sono pullman. E’ un disastro. Come si fa? Francesca è bravissima. Spippolando sul cellulare (siamo pellegrini dei tempi moderni!) riesce a trovare un passaggio con BaBlaCar (sono privati che danno dei passaggi con la loro auto) da Santiago a La Coruna . In attesa di partire per La Coruna ci sediamo in una bella piazzetta e prendiamo un prosecco, mangiando qualcosa. Osservando la piazzetta e gli edifici che la circondano, rifletto che i nostri bei borghi della Toscana non hanno nulla da invidiare a questi luoghi. Si sono fatte le due del pomeriggio. Che bello essere liberi e senza gli orari che scandiscono la solita routine! Alle 14 e 30 precise si parte per La Coruna.
Il giovane che ci porta a La Coruna è molto simpatico e gentile. Ci lascia all’autorimessa dei pullman. Aspettiamo circa un’ora e poi partiamo. Il pullman è quasi vuoto e resta vuoto per quasi tutto il viaggio che dura circa due ore. Le strade della Galizia sono molto belle e con poco traffico. Il pullman ci lascia in una piccola cittadina che si chiama Barilla. Nonostante che siano passate le 18, fa molto caldo. La cittadina si sviluppa lungo la strada e c’è poca gente in giro. Entriamo in un bar e la padrona ci informa che non ci sono pullman per Sarria che dista circa 30 Km. Non ci resta che prendere un taxi. Dopo un quarto d’ora, il taxi arriva puntuale. L’autista ci dice che farà una strada secondaria per accorciare il tragitto. La strada secondaria è molto panoramica, ma è stretta e piena di curve . L ‘autista la percorre ad una velocità pericolosamente sostenuta. Speriamo bene che sia un autista provetto. Qualche brivido. Finalmente dopo quasi tre quarti d’ora si arriva sani e salvi a Sarria e quindi all’albergo. Sono quasi le 19. Fa ancora molto caldo. Una veloce rinfrescata e via a mangiare in un caratteristico locale gestito da un italiano. Mangiamo della carne bovina prelibata innaffiata col solito vino bianco. Anche qui l’atmosfera è molto famigliare e c’è la solita Tv accesa dove stanno trasmettendo la partita della Liga spagnola, Barcellona- Real Madrid ( vincerà il Barcellona per 1 a 0). Dopo la cena, faccio una piccola passeggiata con Francesca. Sono le 22. Ormai è buio e l’aria è più fresca e gradevole. Dopo una mezz’ora andiamo a dormire. Domani cominceremo finalmente la prima tappa da Sarria a Port-Marin ed andremo avanti, passo dopo passo, fino a Santiago.
“Viandante , sono le tue orme la via /, nient’altro;
viandante, non ci sono vie,/ la via si fa camminando.
La fai mentre cammini,/ e se volgi indietro l’occhio/
Vedrai il sentiero che non ritornerai a calcare. Antonio Machado (2 – continua)
Beppe Ranucci è regista e scrittore.