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28 Ottobre 2021

Una discarica di rifiuti (foto d'archivio)

Superare il porta a porta od iniziare a farlo


(Mirko Branca) Livorno, 4 settembre 2021 – Avete mai provato ad attraversare, meglio se con lo scooter, che certe cose si vedono meglio, la città di Livorno? Non si può fare a meno di notare che anche Livorno, come molte altre città italiane, è letteralmente invasa da sacchi e sacchetti della spazzatura di ogni tipo: organico, carta, plastica, indifferenziata, in nome della raccolta diversificata che anche noi ormai facciamo da anni.

La filosofia che sta dietro alla raccolta differenziata è molto positiva. Prevedere una prima differenziazione da parte dei cittadini, diversificandola dalla raccolta totalmente indifferenziata, consente infatti di separare i rifiuti in modo tale da reindirizzare ogni scarto verso il rispettivo e più adatto trattamento di smaltimento o recupero.

Con tutto ciò, fermo restando quanto detto, mi chiedo quanto sia igienico e socialmente sostenibile questo sistema di raccolta differenziata. Non sono un urbanista né un architetto né un amministratore, ma mi chiedo se non sia giunto il momento di iniziare a sperimentare un modo diverso di raccolta differenziata, magari prevedendo gradualmente la realizzazione di molti punti di raccolta disseminati in città in modo da iniziare a superare il porta a porta che ad oggi, pur con nobili intenti, sembra aver trasformato la città in un’enorme pattumiera a cielo aperto.

Una soluzione potrebbe consistere nel dotare anche Livorno di bidoni elettronici utilizzabili con la tessera sanitaria, ma indipendentemente dalla residenza, od almeno prevedere anche bidoni elettronici di libero accesso in alcuni punti raccolta. Se è vero che tutti devono pagare i servizi della nettezza urbana, infatti, è anche vero i sacchetti di spazzatura dei turisti e dei non residenti, che in città non mancano, non rendono la città meno invivibile e salutare dei residui lasciati dai residenti.

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