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27 Gennaio 2021

Tanti dubbi, troppe incongruenze


(Donatella Nesti) Livorno, 27 aprile 2020 – Tanti dubbi e incongruenze nell’ultimo Dpcm annunciato alle 20.20 di domenica 26 aprile dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra le tante precisazioni e contraccolpi all’annuncio c’è la frase relativa alla possibilità di visite dopo il 4 maggio nei confronti dei ’congiunti’. Un ritorno al medioevo secondo molti impedendo quindi a molte persone rimaste a lungo isolate di frequentare i fidanzati, i compagni, l’amico o l’amica del cuore. Da una prima interpretazione del Dpcm firmato ieri sera dal presidente Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi per ‘congiunti’ -uno dei punti più discussi del testo- si intendono parenti, affini, coniugi, conviventi, ma anche ‘fidanzati e affetti stabili’ una precisazione ambigua perché mal definibile ed in contrasto con le leggi sulla privacy a meno che nel famoso foglio dell’autocertificazione qualcuno non abbia l’ardire di scrivere’vado a trovare l’amante che frequento da anni’….! Nei prossimi giorni, spiegano le stesse fonti, usciranno le Faq volte a chiarire tutti i dubbi sul Dpcm. L’altra protesta viene dall’impossibilità di dire messa la domenica quando invece è possibile dire messa ai funerali. Un forte attacco a Conte è venuto anche dal Vescovo di Livorno Giusti il quale ha precisato che un piano per celebrare messe in sicurezza è stato elaborato ma non preso in considerazione. I parlamentari dell’opposizione ed in particolare Giorgia Meloni protestano per l’esclusione dal voto parlamentare e Matteo Salvini proclama una manifestazione di protesta con le mascherine. Critiche a Conte arrivano anche da Italia Viva e Pd, Marcucci ha ribadito i dubbi sulla parola ‘congiunti’ e sulle cerimonie religiose ma anche sull’apertura dei bar e ristoranti ma solo con modalità di asporto. Orfini critica la pletora di esperti e la mancanza di dibattito,Gelmini chiede il ritorno all’attività parlamentare. Non è chiaro anche dove verranno collocati i bambini della scuola materna quando i genitori vanno a lavorare poiché è pericoloso lasciarli dai nonni visto che sono nell’età a rischio. Grande preoccupazione da parte dei lavoratori dello spettacolo,infatti molti dipendenti dei cinema e dei teatri non sanno quale sarà la loro sorte e intanto non hanno ancora ricevuto la cassa d’integrazione. Marco Leone direttore del teatro Goldoni ha scritto una lettera aperta alla città nella quale si legge dell’importanza del teatro ” Il teatro svolge un ruolo incalcolabile a servizio dello sviluppo della personalità umana: in una società sempre più spostata sul digitale e il virtuale, il teatro rappresenta un’anomalia, una resistenza: il teatro è il corpo, il teatro è l’arte della presenza e della relazione, è l’arte del contatto e della vicinanza. Mentre dobbiamo fronteggiare eventi che ci suggeriscono di cercare l’isolamento, il teatro ci ricorda da sempre che la vita dell’uomo è desiderio della presenza dell’altro.”

Grande preoccupazione anche per i piccoli teatri molto attivi a Livorno che si sono rivolti all’amministrazione di Livorno e che verranno ricevuti dall’assessore Simone Lenzi il quale ha rilasciato un comunicato” “E’ un settore, quello degli spettacoli dal vivo, particolarmente penalizzato dalle restrizioni per il coronavirus”, riconosce l’assessore alla Cultura Simone Lenzi “I teatri, e tutto quello che vi ruota intorno (compagnie teatrali, scuole di recitazione, l’indotto ecc) sono stati fra i primi a chiudere, e probabilmente non saranno invece tra i primi a riaprire, quantomeno a pieno regime. E’ difficile infatti che si possa passare direttamente dalle restrizioni attuali ad un “tutto aperto” specie in situazioni che comportano assembramenti, come quella del pubblico di uno spettacolo dal vivo, che sia teatro, musica, danza.”Sia io che il sindaco siamo pienamente consapevoli della situazione che sta vivendo il mondo del teatro e più in generale dello spettacolo dal vivo, categoria che tra l’altro ha ben pochi ammortizzatori sociali statali in grado di sostenerlo per il medio lungo periodo. Siamo quindi pronti e disponibili ad ascoltare le proposte che hanno da fare all’Amministrazione i rappresentanti cittadini di questa realtà, da sempre particolarmente viva e di notevole spessore culturale. Sono certo che sarà possibile attivare soluzioni condivise e produttive”.

Anche oggi lunghe file alle farmacie per avere le mascherine di Aprile,ma distribuite solo alle persone che non l’avevano ancora ricevute con obbligo della presentazione della tessera sanitaria e altri soggetti si sono offerti di distribuire le mascherine.