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1 Ottobre 2020

Teatro Goldoni, arriva l’operetta “Il Cappello di Paglia di Firenze”


(Angela Simini) Livorno – 15 febbraio. La spassosissima operetta “Il Cappello di Paglia di Firenze” di Nino Rota, straordinario musicista e compositore di colonne sonore per film, torna, per la gioia del pubblico, al Teatro Goldoni (nella foto di Massimo D’Amato,un momento delle prove) dove debutta venerdì 17 febbraio, ore 20.30 con replica domenica 19 febbraio, ore 16.30, presentato da LTL OperaStudio e come Nuovo Allestimento del Teatro di Pisa (teatro capofila di questa produzione), coproduzione Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro di Lucca. Si tratta di un felice ritorno, perché fu proprio con quest’opera che 16 fa anni Il Cappello esordì per la prima volta a Livorno alla Gran Guardia con la direzione del compianto Piero Bellugi e, nella stessa occasione, i Teatri di Tradizione della Toscana inaugurarono quel percorso di selezione e formazione di giovani cantanti che ha ottenuto negli anni sempre più ampi riconoscimenti di pubblico e critica, fino al prestigioso Premio nazionale Abbiati per la categoria “Migliore iniziativa” nel 2013.
Grande attesa in città, dove sono state coinvolte le scuole, secondo lo stile che la Fondazione Goldoni si è data, e dove l’edizione del 2001 aveva lasciato un ricordo molto positivo, e dove il pubblico è stato preparato dal direttore artistico Alberto Paloscia, il prof. Daniele Salvini, con la partecipazione del Maestro Francesco Pasqualetti e del regista Lorenzo Maria Mucci.
Soprattutto la ripresa dell’operetta è un grande omaggio al celebre e poliedrico musicista Nino Rota, che ha conquistato intere platee per aver accompagnato con le sue musiche i film di Felleini ( Amarcord, Otto e mezzo, La dolce vita…) di Visconti (Il Gattopardo), Il Padrino di Francis Ford Coppola, che gli valse l’Oscar, mentre, ironia della sorte, all’apparire del Cappello, la critica, nella sua consueta ottusità, non gli rese il giusto onore, forse considerando l’operetta “buffa” un frutto fuori stagione. Inoltre negli anni ’70 imperavano le avanguardie musicali e lo sperimentalismo, di cui fu insigne rappresentante Luciano Berio. La musica dell’operetta invece, pur nella sua modernità, si ispira alla tradizione dai ritmi indiavolati e celebri duetti di Rossini, alla melodiosità di Puccini, da Prokofiev e Offenbach alle operette viennesi. Inoltre Daniele Salvini, Francesco Pasqualetti e Alberto Paloscia hanno largamente dimostrato gli aspetti più innovatori della partitura che appare semplice, invece è complessa e difficile. Dietro le accattivanti melodie di Rota, all’apparenza semplici e tradizionali, infatti si celano tutti gli espedienti che la musica ha nel frattempo elaborato nella sua evoluzione stilistica: politonalità, tonalità cromatica, neoclassicismo alla Prokof’ev, jazz, giustapposizione di accordi lontani fino a lambire in un paio di casi la dodecafonia. Si parla anche di armonie dilatate e di “storpiatura” come forma di maggiore avvicinamento al parlato. Nonostante tutto, Rota fu relegato a compositore di musica da film ! Come se fosse un demerito! “Un compositore ancore uttto da scoprire”, ha concluso il Maestro Pasqualetti.
Ispirata da uno dei più conosciuti Vaudeville di Eugène Labiche “Un Chapeau di paille d’Italie” del 1851 e portato sugli schermi cinematografici nel 1927 dal grande René Clair che ne fece un capolavoro del cinema muto, Il Cappello di Paglia di Firenze fu composto da Rota nel 1945 su libretto che egli stesso scrisse insieme con la madre Ernesta Rinaldi. Rappresentato per la prima volta dieci anni più tardi al Teatro Massimo di Palermo, ha visto poi un susseguirsi di allestimenti in Italia e all’estero, sempre con crescente successo.
Con un meccanismo teatrale perfetto, Il Cappello di Paglia sul piano della vicenda, si basa su una strampalata ed esilarante avventura: il cavallo del giovane Fadinard s’è mangiato il cappello di paglia di Anaide, mentre questa passeggiava con l’amante; Fadinard dovrà assolutamente rimediare, procurando alla donna un identico cappello, pena le ire del gelosissimo marito che altrimenti scoprirebbe la tresca e per di più minacciato dal militare con cui la donna ha la relazione. Si sviluppa così una vicenda piena di trovate, sospetti, scambi di persona, situazioni rocambolesche, dai ritmi frenetici nell’arco di una sola, incredibile giornata: quella delle nozze di Fadinard, assillato dal suocero che vorrebbe mandare a monte il suo matrimonio e dall’esterrefatta sposa, sempre circondata dal tutto il seguito di invitati chiassosi ed impiccioni.
Il regista Lorenzo Mucci, che a Livorno ha lasciato un gran bel ricordo per la prestigiosa regia di Simon Boccanegra, autunno 2015, renderà questa rocambolesca storia ispirandosi alla cinematografia, collaborando strettamente con lo scenografo Emanuele Sisi.
Sul podio, alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana, il M° Francesco Pasqualetti, l’affermato direttore che vanta una importante carriera internazionale. I costumi sono di Massimo Poli, le luci di Michele Della Mea. La compagine corale vede insieme l’Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio, il CLT Coro Lirico Toscano e alcuni giovani cantori del Coro delle Voci Bianche del Teatro del Giglio e della Cappella di Santa Cecilia di Lucca; Maestro del Coro Andrea Chinaglia.
Il cast: Fadinard: Andrea Fermi / Claudio Zazzaro. Nonancourt: Veio Torcigliani / Giordano Farina. Beaupertuis: Claudio Mannino / Alessandro Biagiotti. Lo zio Vézinet: Nicola Vocaturo. Emilio: Chen Li / Rui Ma. Felice: Victor Hernan Godo. Elena: Sonia Bellugi / Maria Veronica Granatiero. Anaide: Caterina Poggini / Federica Grumiro . (asimini@alice.it)