Guido Torrigiani con la famiglia (foto tratta dal web)
Torrigiani, il matematico con la passione della musica cui Livorno ha dedicato un’area verde
20 Aprile 2026
(Angela Simini) Livorno, 20 aprile 2026 – Da qualche giorno l’area di viale Accademia Labronica, di fronte all’ingresso della Villa Fabbricotti, porta il nome del professor Guido Torrigiani. Finalmente, dunque, l’area verde vicina alla casa in cui il professore ha vissuto (1920-2000) con la sua famiglia, porta il suo nome. In questo modo la città di Livorno ha reso il dovuto omaggio alla memoria del professor Torrigiani.
Un omaggio caldamente atteso da quanti hanno apprezzato ed amato una figura così poliedrica e versatile che ha lasciato segni tangibili e di alto profilo in tutti i settori di cui si è occupato, dalla politica alla matematica e fisica, dalla ricerca all’insegnamento, dalla cultura alle arti delle quali è stato promotore convinto e instancabile.
La cerimonia si è svolta con sincera e viva partecipazione ed è stata presieduta del sindaco Luca Salvetti che ha scoperto la targa intitolata al docente, alla presenza dell’assessore comunale Eleonora Agostinelli, delle rappresentanze della Provincia, di Emanuele Rossi, presidente del Conservatorio Pietro Mascagni, giurista e docente universitario, del consigliere alla toponomastica Massimo Bianchi, che ha avuto il merito di segnalare il nome di Torrigiani.
Intorno si sono raccolti i i figli accorsi da Pisa, Roma e Firenze: Piero,Luca e Francesco, i nipoti Edoardo Guido e Beatrice, i parenti, esponenti politici ed amici. Si è sentita purtroppo la mancanza della figlia Maria, cantante lirica e vivace stornellatrice, scomparsa due anni fa.
Nei loro interventi intensi e sentiti, le autorità hanno disegnato il ritratto avvincente di un personaggio di vasta cultura, incisivo nel suo operato e fedele alle sue scelte politiche e agli affetti. E perché tali appezzamenti non appaiano dettati dalla circostanza, vediamo più dettagliatamente l’attività di Torrigiani.
Laureato in Matematica presso la Scuola Normale Superiore a Pisa, punto di partenza della sua prestigiosa carriera di docente ordinario di Analisi Matematica all’Accademia Navale di Livorno e nella Facoltà di Ingegneria di Pisa, qui espresse le sue eccellenti qualità, tanto che il rettore Alessandro Faedo lo indicò tra i fondatori del Centro di Ricerca di Calcolo Elettronico, che diresse dal 1979. E non solo. Fu invitato da Ulisse Dini come ricercatore del Dipartimento di Matematica Applicata.
La sua autorevolezza procedeva da ampia e sicura cultura, ma sarebbe riduttivo pensare a lui solo come a un insigne matematico, anzi, dotato di alto senso civico, fin da giovane coltivò un’altra grande passione: la politica. Dopo aver conosciuto il partigiano Ferruccio Parri, aderì al Partito d’ Azione, nelle cui fila ricoprì il ruolo di Consigliere Comunale dal 1945 fino al suo scioglimento, 1947. Torrigiani si volse allora al Partito Socialista Italiano nel quale esercitò una funzione di prestigio tanto che dal 1956 al 1964, per due mandati dunque, fu il primo presidente non comunista della Provincia.
Guidato da lungimiranza e da ampie vedute, si impegnò a fondo perché il Cantiere Orlando superasse la crisi degli anni Sessanta e si interessò allo sviluppo della rete stradale per favorire il commercio e il turismo. Riversò sulla città il suo grande amore per la musica, che conosceva e gustava da fine intenditore. Si occupava della Stagione Concertistica alla Gran Guardia come vicepresidente dell’Arc, Associazioni Riunite Concerti, ma il suo grande e costante impegno lo profuse nella promozione dell’allora Istituto Pietro Mascagni di Livorno, di cui fu presidente dal 1975 al 1990. Lo diresse col duplice obbiettivo di valorizzarne la didattica e la produzione di spettacoli al fine di imporne l’attenzione a livello nazionale e politico. Il successo giunse nel 1978 quando l’istituto fu equiparato ai Conservatori di Stato. Non si è trattato solo di una conquista prestigiosa a livello personale e cittadino, ma si tradusse in un notevole vantaggio per gli studenti perché ebbero la possibilità di sostenerei gli esami di stato in sede, alla presenza di una commissione ministeriale, che riconobbe l’alto grado di preparazione offerta dall’Istituto. Si avviò così un lungo iter che si concluse solo nel dicembre 2022 quando il Mascagni è stato riconosciuto ufficialmente Conservatorio di di Stato, cioè dopo la sua scomparsa. Durante la cerimonia che si tenne al teatro dei Quattro Mori, le autorità riconobbero il merito di chi tanto si era impegnato per il raggiungimento di tale fine. Il pensiero di quanti ebbero la ventura di conoscere Torrigiani corse con gratitudine e commozione al professore che aveva iniziato il cammino con la lungimiranza di un vero politico.
Ma se questo scritto non è esaustivo e non comprende tutte le numerose iniziative e i meriti di Torrigiani, bisogna pensare a lui come personaggio che si distingueva per l’eleganza del portamento, per l’eloquio versatile che spaziava dalla citazione colta alla battuta tranchant, fino alla parola osé che, detta da lui, non risultava mai volgare. Alle sue esequie giunsero alla famiglia le condoglianze di Carlo Azeglio Ciampi e sulla sua bara fu deposta la bandiera del Partito d’Azione.
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