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28 Settembre 2020

Trattativa Unicoop in salita: giudizio negativo dei sindacati confederali


(Massimo Masiero) Livorno, 4 marzo. C’è una preoccupante mancanza di chiarezza da parte della dirigenza Unicoop Tirreno, specialmente sui numeri della riorganizzazione del lavoro, che ad ogni incontro cambiano continuamente. Lo hanno sottolineato i sindacalisti confederali, Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs anche nell’assemblea dei lavoratori a Vignale Riotorto, in cui si è fatto il punto sulla trattativa. E’ stato chiarito che tuttavia non è stata aperta alcuna procedura di mobilità, nè per la rete vendita, nè in sede per cui i lavoratori hanno condiviso la linea delle tre categorie nel proseguire la trattativa insistendo per ottenere un ammortizzatore sociale che sia in grado di sostenere le difficoltà dei dipendenti per tutto il periodo necessario fino alla fase di rilancio dell’azienda.
Il coordimanento unitario dei sindacati ha fatto il punto sulla strategia del negoziato con la Direzione Unicoop. E’ emersa la necessità di imprimere una svolta al confronto con la Cooperativa e l’urgenza di chiarire definitivamente la portata del programma di riduzione dei costi, che è stato programmato dalla Direzione di Unicoop. E’ stato contestato il fatto che gli obiettivi dell’impresa siano sottoposti a continua e sistematica modifica essendo stati forniti dati contrastanti sulla parte economica. E’ stato richiesto che sia raggiunto in anticipo il pareggio della gestione al 2018 (e non al 2019, come era stato precedentemente sostenuto dalla stessa direzione aziendale). Inoltre i sindacati hanno fatto presente che non sono garantite le condizioni per effettuare un “confronto serio e credibile”.
Il Coordinamento unitario ha ritenuto che la continua modifica dei dati e degli obiettivi oggetto del confronto abbia introdotto nel negoziato “elementi di opacità che, se non superati, rischiano di minarne la tenuta”.
Pertanto è stato “espresso un giudizio negativo sullo stato della trattativa, che è stato fortemente condizionato dalla scelta tattica di Unicoop Tirreno per porre al centro del confronto unicamente il recupero sui livelli retributivi del proprio personale dipendente e “completamente omissiva relativamente ai necessari interventi di razionalizzazione rivolti ad altre voci di costo riguardanti la gestione finanziaria ed immobiliare”.
I sindacati confederali sostengono che risultano “assai nebulosi i programmi di riorganizzazione riguardanti la sede di Vignale (nella quale maggiormente si concentra l’esubero dichiarato dalla Cooperativa); che permangono dubbi
relativamente alla quantificazione dell’esubero complessivo e sulla scelta dei negozi da chiudere e da cedere. Ed aggiungono “che non sono stati finora illustrati i criteri per stabilire la consistenza dell’esubero relativo alla rete vendita, esclusa dal programma di chiusure e cessioni”. Il surplus di personale originariamente era stato quantificato in 95 e successivamente in 71,8 dipendenti a tempo pieno. Infine i sindacati insistono perché l’azienda faccia ricorso alla cassa integrazione e non ad ammortizzatori sociali più brevi.
Il Coordinamento unitario di Filcams, Fisascat e Uiltucs, chiede la verifica degli esuberi e dei criteri con cui sono stati individuati e ritiene indispensabile un accordo che preveda per la sede e per la rete vendita, il ricorso ad un ammortizzatore sociale fruibile per tutta la durata del piano di risanamento dell’Unicoop per salvaguardare totalmente l’occupazione.
La ripresa del confronto per i sindacati potrà avvenire quando “si chiariranno i punti di merito sui quali la posizione aziendale è stata sinora ondivaga e reticente”. Se non vi fosse un’apprezzabile svolta nella trattativa con Unicoop Tirreno, si renderebbero inevitabili le forme di mobilitazione già programmate. masierolivorno@gmail.com